ACCADDE OGGI 19 DICEMBRE 1935: NEI NEGOZI DI CHICAGO APPARE UN NUOVO AUDACE INDUMENTO, LO “SLIP”

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Anticamente c’erano le “brache” (o “braghe”), in realtà i precursori dei pantaloni, utilizzate sin dall’antichità dagli uomini delle popolazioni galliche. Il termine è poi passato a indicare le “mutande”, una sorta di comodi calzoncini da indossare sotto il pantalone (più tardi anche sotto la gonna) per la protezione e l’igiene delle parti intime. La parola “mutanda” deriva dal gerundivo “mutandae” che significa “da cambiare”.
Nella Francia del Settecento gli aristocratici indossavano la “culotte”, una sorta di pantaloncino aderente che arrivava al ginocchio mentre i “sanculotti” (ossia i “senza culotte”) erano i borghesi che portavano normali pantaloni. Oggi con “culotte” si intende ciò che i francesi chiamano “petite culotte”.
L’uso delle mutande, inizialmente riservato agli uomini, si diffonde e diviene comune nell’Ottocento.
In quel periodo le mutande femminili arrivavano sino alle caviglie ed è per questo che si dice ancora oggi “le mutande (o mutandoni) della nonna”.
La biancheria intima dell’Ottocento, per le cospicue dimensioni, veniva chiamata anche “union suit” (più o meno una tuta a due pezzi) ed è stata immortalata in una famosa sequenza dello spaghetti-western “Per qualche dollaro in più” (1965) di Sergio Leone, quando Clint Eastwood libera una stanza d’albergo da un cliente abituato a indossare quell’ingombrante indumento.

I primi anni del Novecento sono anni di grande trasgressione, c’è “La belle époque”, lo sfrenato ballo del “can can” e la seduzione femminile raggiunge livelli mai visti ed è così che nel 1906 compare il primo “slip”, termine che viene dall’inglese “to slip”, che significa “infilare” o “scivolare”, impiegato per indicare una scandalosa mutanda unisex corta e aderente. Ma per l’impiego di massa bisognerà attendere.
Lo sdoganamento commerciale del minuscolo indumento avviene il 19 dicembre di 86 anni fa, quando la società la “Coopers Inc.”, poi diventata “Jockey International Inc.”, con sede nella città di Kenosha, nello stato del Wisconsin, nel nord-est degli USA, produttrice di biancheria intima per uomo, donna e bambino, mette in bella vista sugli scaffali una nuova mutanda corta e aderente. Gli esemplari andranno esauriti in pochi giorni dando inizio ad una silenziosa rivoluzione sessuale.
Quattordici anni dopo, nel 1949, la tennista USA Gussie Moran esibisce il primo slip sotto il gonnellino da tennis.
Questa breve ricostruzione storiografica sarebbe tuttavia incompleta se non venisse doverosamente citato il celebre mosaico romano di Piazza Armerina (En), risalente al IV secolo d.C., che mostra giovani ragazze in bikini impegnate a giocare in libertà e ricordato che durante la prima guerra mondiale molte donne indossavano lo slip, per essere più libere nei movimenti.
Non sempre la storia coincide con il percorso verso la modernità.

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