ACCADDE OGGI – 19 LUGLIO 1943: ROMA VIENE PESANTEMENTE BOMBARDATA DAGLI ALLEATI ANGLO – AMERICANI

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Arriva nel modo più drammatico il giorno in cui gli italiani scoprono che le “grandi vittorie” millantate dal fascismo sui fronti di mezzo mondo erano soltanto invenzioni propagandistiche. Il 9 luglio del 1943 gli alleati erano sbarcati in Sicilia e si apprestavano a risalire lungo la penisola; ma le notizie erano ancora scarse, incerte e accuratamente censurate; i primi a guardare in faccia la drammatica realtà sono gli ignari romani quando, alle 11 della mattina di 10 giorni dopo, il 19 luglio, guardano increduli il cielo dell’Urbe improvvisamente oscurato da 300 bombardieri pesanti americani B-17 (le famose fortezze volanti, denominate così in quanto dotate di un sistema di mitragliatrici a 360° in grado di colpire i caccia nemici in avvicinamento) e B 24 (B sta per Boeing).

I quartieri più colpiti sono San Lorenzo, Tiburtino, Prenestino, Casilino, Tuscolano e Nomentano; in totale vengono sganciate circa 4 mila bombe da 265 Kg, che causano 3 mila morti e 11 mila feriti; ventitré sono le vittime fra i soccorritori.

Il quartiere più colpito è San Lorenzo, che conta la metà delle vittime totali.

Il primo a recarsi sul posto è papa Pio XII che testimonia la sua vicinanza ai romani benedicendo successivamente le vittime su piazzale del Verano (il grande cimitero di Roma); giunge anche il re Vittorio Emanuele III ma la sua limousine è costretta a tornare indietro sotto le sassate e gli insulti dei romani. Mussolini non si fa vedere.

Gli effetti politico-militari del bombardamento sono clamorosi: cinque giorni dopo, il 24 luglio, in una drammatica seduta del Gran Consiglio del fascismo, massimo organo collegiale del regime, viene votata a maggioranza la destituzione di Mussolini: in sostanza il crollo del fascismo dopo 21 anni di potere assoluto. Il re fa arrestare Mussolini e nomina il generale Pietro Badoglio nuovo capo del governo. Badoglio intavola immediatamente trattative segrete con i comandi alleati ed uno dei suoi primi atti ufficiali è la dichiarazione, il 14 agosto successivo, di “Roma città aperta” che, secondo, secondo il diritto di guerra, significa la cessione al nemico il quale, a sua volta si impegna a non praticare attacchi diretti contro la città.

Tre settimane dopo, l’otto settembre, l’Italia formalizza l’armistizio separato con gli alleati segnando di fatto la divisione della nazione in due: l’Italia liberata del centro-sud e l’Italia nazi-fascista del centro-nord, quella della celebre “Repubblica di Salò”. Una divisione che si manterrà per un anno e mezzo fino al 25 aprile del 1945: il giorno della resa dei tedeschi e della liberazione.

Ma il bombardamento del 19 luglio resterà sempre una ferita aperta nella Capitale, ricordata, fra i tanti, nella canzone “San Lorenzo” di Francesco De Gregori:

“…cadevano le bombe come neve/ il 19 luglio a San Lorenzo […] e il papa la mattina

da San Pietro/ uscì tutto da solo tra la gente/ e in mezzo a San Lorenzo spalancò le ali:

/ sembrava proprio un angelo con gli occhiali…”.

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