ACCADDE OGGI 19 MAGGIO 1944: LA STRAGE DEL TURCHINO

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Il 24 marzo 1944 è una data scolpita nella memoria degli italiani; quel giorno di quell’anno, a Roma, le truppe tedesche di occupazione trucidano 335 italiani scelti a caso per vendicare l’attentato di via Rasella.
Pochi sanno che meno di due mesi dopo, in Liguria, le SS naziste mettono in scena un eccidio simile.
Dopo lo sbarco in Sicilia del 9 luglio 1943, la caduta di Mussolini e la divisione dell’Italia in due zone di influenza, la nazifascista Repubblica Sociale Italiana (RSI) a nord e l’Italia liberata al centro-sud, gli alleati anglo-americani avanzano lentamente ma inesorabilmente verso nord, secondo quella che era la seconda grande direttrice in direzione Berlino dopo l’altra linea francese aperta a seguito del celebre sbarco in Normandia del 6 giugno 1944. In questo avanzamento inglesi e americani godono dell’appoggio di due importanti alleati: la popolazione e le forze partigiane. In Italia come in Francia.
Nel maggio del 1944 Genova era ancora un forte presidio tedesco e per questo oggetto di ripetuti attacchi da parte delle forze partigiane. Il 14 di quel mese un GAP (Gruppo d’Azione Patriottica) riesce a piazzare una bomba nel cinema Odeon di Genova che i tedeschi avevano requisito; l’esplosione provoca la morte di 5 militari e il ferimento di altri quindici. I tedeschi mettono immediatamente in atto la “dottrina Kesserling”: 10 italiani scelti a caso per ogni tedesco. Come era accaduto a Roma, il rapporto viene aumentato e il 19 maggio di 78 anni fa, SS al comando di Sigfried Engel, conosciuto come il “boia di Genova”, prendono a caso 59 detenuti del carcere di Marassi (molti neppure ventenni) e li traducono nella zona del Passo del Turchino, il valico che collega Genova con il Piemonte. Qui obbligano alcuni ebrei a scavare delle fosse; la fucilazione avviene per gruppi in modo che i prigionieri cadano dentro le fosse avendo prima visto i cadaveri dei gruppi precedenti.
Il “boia di Genova” verrà successivamente condannato in Italia per crimini di guerra ma la Germania non ha mai concesso l’estradizione; è stato condannato anche in Germania ma, a causa dell’età, non ha mai scontato un giorno di carcere.
Ai caduti di quell’eccidio è stato dedicato il “Sacrario dei Martiri del Turchino” e il tunnel aperto nel 2013.

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