ACCADDE OGGI 19 SETTEMBRE 1187: IL SALADINO INIZIA L’ASSEDIO ALLA CITTA’ DI GERUSALEMME CONQUISTATA DAI CROCIATI IL 15 LUGLIO 1099

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Con la conquista di Gerusalemme in esito alla crociata del 1099 l’alleanza occidentale dà vita ad una serie di “stati crociati” (detti anche “Outremar” o “terre d’oltremare”) nel Vicino Oriente, sul modello feudale allora in vigore in Europa; tra questi il Regno di Gerusalemme. Ma il regno della terra santa avrà vita breve: dilaniato da contrasti interni verrà pesantemente sconfitto, il 4 luglio 1187, nella battaglia di Hattin (località vicina alla città israeliana di Tiberiade), dall’esercito di Ṣalāḥ al-Dīn Yūsuf ibn Ayyūb, di etnia curda, detto “Saladino”, sultano d’Egitto e Siria, ancora oggi considerato tra i maggiori strateghi militari di tutti i tempi, insieme ad Alessandro Magno, Annibale, Scipione, Napoleone e Garibaldi. Dopo la sconfitta tutte le maggiori città del regno cadono sotto l’incalzare del Saladino; le uniche roccaforti non ancora espugnate rimangono Tiro e Gerusalemme sulle quali si concentrano ora le attenzioni del condottiero musulmano.
Il maggiore dei feudatari crociati era Baliano di Ibelin, di origini franco-italiane, rifugiato a Tiro. Baliano intraprende un negoziato con il Saladino ottenendo un salvacondotto per entrare in Gerusalemme per ricongiungersi con la moglie Maria Comnena. Giunto in Gerusalemme gli viene chiesto di organizzare la difesa della città ma trova una situazione disperata, con pochi militari idonei al combattimento; tuttavia poteva contare sulle potenti fortificazioni della capitale del regno e della cristianità. Dopo il fallimento di ulteriori negoziati l’esercito del Saladino, il 19 settembre di 834 anni fa inizia le manovre di assedio muovendo le sue macchine da guerra in direzione dei punti più deboli delle fortificazioni.
La città resiste bene ma il 29 settembre 1187 le macchine aprono una breccia nelle mura, tuttavia l’esercito musulmano incontra ancora grandi difficoltà ad entrare in Gerusalemme sebbene questa sia difesa da pochi combattenti.
Consapevole dell’impossibilità di resistere a lungo Baliano negozia una resa con il Saladino; questa la richiesta del feudatario cristiano tramandata dalla storiografia:

“O sultano, sappi che noi cavalieri di questa città […] sperano nella tua grazia, credendo tu gliela renda così come per altre città […] Ma per quanto riguarda noi, quando intendessimo che morte inesorabile dev’essere, in nome di Dio immoleremmo i nostri figli e le nostre donne, arderemmo le nostre ricchezze e i nostri possedimenti, e non ti lasceremmo uno spicciolo da depredare né uomo o donna da trarre in schiavitù; e ciò fatto, demoliremmo le moschee della Roccia e di el-Aksa […] sgozzeremmo i servi musulmani in mano nostra e ogni bestia e cavalcatura; infine sortiremmo in una, affrontandoti senza aver null’altro da perdere che le nostre vite, e nessun uomo cadrebbe prima d’avere ucciso un suo nemico…”.

Insperabilmente il Saladino accoglie la proposta di resa e, diversamente da come avevano fatto i crociati 88 anni prima, evita il bagno di sangue.

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