ACCADDE OGGI – 2 SETTEMBRE 31 a.C.: AD AZIO OTTAVIANO SCONFIGGE MARCO ANTONIO E CLEOPATRA PONENDO FINE ALLA LUNGA GUERRA CIVILE CHE AVEVA DILANIATO ROMA

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Quindici marzo del 44 a.C.: il generale, console e pontefice massimo Gaio Giulio Cesare viene assassinato da un variegato gruppo di congiurati e senatori, comprendente vecchi nemici personali e coloro che vedevano nella politica accentratrice di Cesare un pericolo per la Repubblica Romana.
Con il “cesaricidio” ha inizio uno dei più confusi e cupi periodi della storia romana che si manterrà per 13 anni: la guerra civile romana; una guerra per il potere.
Gli attori politico-militari principali di questo lacerante conflitto interno sono tre: Marco Antonio (83 a,C. – 30 a.C.), il valente parente e braccio destro di Giulio Cesare, vincitore delle campagne galliche; Ottaviano Augusto (63 a.C. – 14 d.C.), figlio adottivo di Cesare (per questo denominato anche Gaio Giulio Cesare Augusto) e la bella Cleopatra, regina d’Egitto e ultima regnante della grande dinastia tolemaica, che già aveva intrattenuto una relazione sentimentale con Cesare, dalla quale era nato il figlio Cesarione e che intratterrà nuovamente con Marco Antonio.
Un quarto attore, ma soltanto sul piano strettamente dialettico-politico, sarà l’influente Marco Tullio Cicerone (106 a.C – 43 a.C), sostenitore di Ottaviano, che scaglierà all’indirizzo di Marco Antonio diverse “filippiche” che produrranno l’importante effetto di spostare il senato dalla parte di Ottaviano Augusto.
Per circa 10 anni, dalla fine del 43 a.C. fino al 33 a.C. le fazioni in campo trovano un precario accordo di potere che gli storici definiscono “secondo triunvirato” essendo retto da Ottaviano Augusto, Marco Antonio e Marco Emilio Lepido, già vicino a Cesare.
Il difficile equilibrio tiene ma collassa quando Marco Antonio compie gesti radicali: ripudia la moglie Ottavia, che era sorella di Ottaviano Augusto e convive stabilmente con la regina d’Egitto Cleopatra dalla quale avrà tre figli.
La sottomissione verso Cleopatra spinge Marco Antonio a dichiarare pubblicamente Cesarione (il figlio della regina nato dalla precedente relazione con Giulio Cesare) vero e solo erede di Cesare pertanto titolare, insieme alla madre, del regno su Egitto e Cipro, riservando per sé e i propri figli egiziani altri territori orientali di Roma.
Molti a Roma reagiscono con indignazione a questa presa di posizione unilaterale.
La situazione diviene insostenibile quando Ottaviano Augusto riesce ad impossessarsi e dare pubblica lettura del testamento di Marco Antonio: dal documento risulta la volontà di essere sepolto ad Alessandria d’Egitto e di lasciare a Cesarione e ai propri figli avuti da Cleopatra i territori orientali appartenenti a Roma.
L’indignazione dei romani e del senato è veemente e Marco Antonio è considerato un traditore della patria, completamente nelle mani di Cleopatra.
Occorre considerare che dall’Egitto arrivavano a Roma cospicui approvvigionamenti alimentari e grandi ricchezze e la scelta di Marco Antonio appariva come una pericolosa secessione.
Ottaviano Augusto ottiene dal senato il consolato e la formale dichiarazione di guerra alla regina Cleopatra; il due settembre di 2052 anni fa, nella baia di Azio, sulla costa occidentale della Grecia, la flotta da guerra di Ottaviano Augusto infligge una dura sconfitta a quella egiziana comandata da Marco Antonio e Cleopatra; i due riescono a riparare in Egitto ma si suicideranno poco dopo. Cesarione verrà fatto giustiziare da Ottaviano Augusto.
Con Ottaviano si conclude il tormentato ciclo repubblicano ed inizia l’età imperiale e quella che gli storici definiscono la “pax augusta”: un percorso di riforme illuminate e di potere assoluto concentrato nelle mani del dio-imperatore che tuttavia detestava le onoranze pubbliche, lusinghe e piaggeria.
Un mix che fanno di Ottaviano Augusto una delle figure più complesse, controverse ed enigmatiche della storia.

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