ACCADDE OGGI- 20 LUGLIO 1969: L’ASTRONAUTA NEIL ARMSTRONG È IL PRIMO UOMO A CAMMINARE SU UN CORPO CELESTE DIVERSO DALLA TERRA

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Lo spazio è stato a lungo uno dei tanti luoghi dove russi e americani, per 45 anni, hanno ingaggiato la cosiddetta “guerra fredda”; dopo un clamoroso vantaggio iniziale dei russi gli americani recuperarono il terreno perduto grazie anche al contributo del geniale ingegnere e scienziato nazista, poi naturalizzato USA, Wernher von Braun; quello che, verso la fine della seconda guerra mondiale, aveva realizzato i celebri V1 e V2, razzi dotati di testata esplosiva lanciati dal continente, in grado di colpire con grande precisione bersagli sull’isola britannica.

Il successo della politica spaziale USA degli anni ’60 e ’70 si deve ad una serie di programmi-obiettivo; il primo di questi è stato il pionieristico “Programma Mercury” (1958-1963), che sostanzialmente consisteva nel mandare un uomo in orbita. Dopo Mercury è stato sviluppato il “Programma Gemini” (gemelli; 1963-1966), così chiamato perché prevedeva la messa in orbita di equipaggi di più astronauti ed infine il “programma Apollo”, voluto dal presidente John Kennedy in prima persona, espressamente finalizzato a portare uomini sulla luna.

La missione decisiva del programma Apollo è stata la “Apollo 11”, la 5^ effettuata con equipaggio; tutte le missioni precedenti, senza o con equipaggio, hanno avuto la funzione di test allo scopo di verificare e mettere a punto la complessa regolazione di tutte le componenti e fasi del viaggio Terra-Luna-Terra, inclusa la celeberrima passeggiata sul suolo lunare.

Gli elementi notevoli di Apollo 11 erano soprattutto due: la navicella e la tuta spaziale.

La navicella, portata fuori dall’atmosfera terrestre e lanciata in direzione della luna dal potente razzo Saturn V, era il sistema indubbiamente più complesso; progettata per ospitare un equipaggio di tre astronauti, comprendeva due distinti moduli che potevano separarsi e poi ricongiungersi: il Modulo di Comando e Servizio (CSM), dove era alloggiato l’equipaggio e il Modulo Lunare (LEM) destinato, una volta raggiunta e stabilizzata l’orbita lunare, a staccarsi dal CSM, atterrare sulla superficie lunare con i due uomini scelti per compiere materialmente l’escursione sul nostro satellite e, a missione conclusa, decollare per ricongiungersi al CSM rimasto in attesa in orbita lunare, sotto la guida del terzo astronauta. Effettuato il ricongiungimento poteva avere inizio il viaggio di ritorno sulla Terra.

L’altro elemento di grande contenuto tecnologico era la tuta: una struttura progettata per mantenere un microclima interno di temperatura, pressione e umidità ottimali in un ambiente, come quello lunare, ostile, scosso da escursioni termiche estreme, umidità e pressione quasi nulle, garantire una sufficiente scorta di ossigeno e proteggere gli astronauti dalle micidiali radiazioni ultraviolette e da eventuali granuli in caduta dallo spazio, non schermati per via della mancanza di atmosfera. Il tutto confezionato in un materiale leggero e flessibile, in grado di assicurare agibilità e libertà di movimento.

Fortunatamente, la modesta forza di gravità della luna agevolerà moltissimo i movimenti dei due esploratori lunari.

Alle 13:32 locali del 16 luglio del 1969, dal John Kennedy Space Center di Cape Canaveral dell’isola Merritt, in Florida, viene sparato il Saturn V incaricato di lanciare verso la luna la navicella Apollo 11 con a bordo gli astronauti Neil Armstrong, Buzz Aldrin e Michael Collins; i primi due sono addetti al pilotaggio del LEM mentre Collins resterà in attesa in orbita al comando del CSM.

Il viaggio dura tre giorni e il 20 luglio del 1969 il LEM, sganciato dal CSM, alle ore 14 compie il primo “allunaggio” della storia; circa sei ore dopo, alle 20:17, Armstrong è il primo uomo a mettere piede sulla superficie lunare; Aldrin lo seguirà 19 minuti dopo. I due si trattengono per circa due ore e mezza raccogliendo 21,5 Kg di terreno e rocce lunari. Conclusa la missione, Armstrong e Aldrin rientrano nel LEM e decollano in direzione del CSM; il ricongiungimento avverrà 21 ore e mezza dopo l’allunaggio. A quel punto Collins pilota la navicella verso la Terra; l’ammaraggio avviene regolarmente il 24 luglio nell’Oceano Pacifico.

Ai tre astronauti sarà riservata un’accoglienza da eroi e la memoria eterna.

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