ACCADDE OGGI 21 GENNAIO 1911: COMINCIA L’AVVENTURA DEL RALLY DI MONTECARLO

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Due sono i maggiori meriti storici di Albert Honoré Charles Grimaldi de Monaco (1848-1922), meglio conosciuto come principe Alberto I Grimaldi di Monaco ed entrambi risalgono al 1911: uno è la concessione della costituzione ai monegaschi l’altro la fondazione del rally di Montecarlo, che le cronache datano al 21 gennaio di 111 anni fa.
Alberto I Grimaldi fu nonno di Charlotte di Monaco la quale, convolando a nozze con il duca Pierre de Polignac, generò Ranieri III di Monaco (1923-2005), marito di Grace Kelly e padre di Alberto II, attuale principe di Montecarlo.

Il rally di Montecarlo è la gara più estrema in condizioni invernali per auto di serie appositamente equipaggiate e ogni modello che aspiri a diventare un’icona sportiva non può sottrarsi a questa prestigiosa sfida.
La leggendaria Lancia Fulvia coupé HF è diventata una star mondiale mordendo i proibitivi tornanti del versante francese delle turrite alpi liguri.
L’aspetto più impegnativo del rally di Montecarlo sta nella circostanza per la quale, transitando tra svariati dislivelli, la strada passa rapidamente dall’asciutto al bagnato alla neve fresca alla neve cadente e al gelo, anche più volte nella medesima tappa e questo richiede ai piloti non soltanto grande abilità di controllo di guida ma anche un’attenta scelta degli assetti e delle gomme.
Il soggetto responsabile dell’organizzazione tecnica del rally è l’Automobile Club di Monte Carlo, quello che organizza anche il Gran Premio di Monaco di formula 1.

Tranne che nel triennio 2009-2011, saltato per mancanza di fondi, il Rally di Montecarlo è una grande classica del “World Rally Championship” (WRC), il grande circo intercontinentale meglio noto come “mondiale rally”, comprendente tanto la classifica costruttori che quella piloti. Questa inclusione implica, come per tutti gli altri, che anche il rally di Montecarlo comprenda alcune “prove speciali” (PS), cronometrate e standardizzate, utili a rilasciare punteggi validi per la classifica finale mondiale.
Le “prove speciali” più famose del Montecarlo sono due: il tratto che collega le località “La Bollène-Vésubie” a “Sospel”, temuto per i suoi stretti tornanti e quello del Col de Turini, sempre ghiacciato e spesso in notturna, tale da richiedere potenti fari speciali; cosa che rende la prova particolarmente spettacolare.

Quella del 2022, in programma da giovedì 20 gennaio sino a domenica 23, è un’edizione due volte storica. Primo perché segna il debutto delle auto ibride con doppio propulsore, termico ed elettrico e dispositivo di recupero energia in fase di frenata o decelerazione, con un limite di potenza di 500 Cv; secondo perché si apre l’era del dopo Sebastian Ogier, il grande mattatore francese, quest’anno presente solo in momenti speciali, detentore del record assoluto di otto vittorie, davanti all’altro asso Sebastian Loeb, che segue con sette titoli.
Se, anziché i primi posti assoluti si considerano i podi conquistati, il pilota a scalare la graduatoria dei più costanti nel rendimento è lo spagnolo Carlos Sainz, con ben 11 piazzamenti.
Il primo degli italiani nella classifica di tutti i tempi è Sandro “Drago” Munari, con quattro vittorie, tutte con Lancia: una con la mitologica “Fulvia” e le altre con la potente “Stratos”; ma stiamo parlando degli anni ’70.
Il brand italiano è andato a segno anche nell’87 e nell’89 con Miki Biasion e nel ‘90 e ‘92 con Didier Auriol, tutti alla guida di una Delta.
L’ultimo italiano a vincere il rally di Montecarlo è stato Piero Liatti, nel 1997, a bordo di una Subaru Impreza.
Il pilota che vanta il maggior numero di affermazioni nelle prove speciali è il tedesco Walter Röhrl con ben 79 vittorie.

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