ACCADDE OGGI – 21 GIUGNO 1963: Giovanni Battista Montini viene eletto Papa col nome di Paolo VI

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Giovanni Battista Enrico Antonio Maria Montini nasce il 26 settembre 1897 a Concesio, un piccolo comune in provincia di Brescia. La famiglia Montini era una buona famiglia; il padre Giorgio era avvocato e per tre legislature fu eletto deputato nel Partito Popolare Italiano; la madre, Giuditta Alghisi aveva ascendenze nobiliari. Secondo di tre figli, nel 1903 viene iscritto al collegio Cesare Arici di Brescia, retto dai gesuiti, dove compì l’intero ciclo di studi fino al liceo classico. Nell’ottobre del 1916 entra nel seminario di Brescia dove mette subito in mostra brillanti doti di studioso e di articolista; tre anni dopo entra nella Federazione Universitaria Cattolica Italiana (FUCI).

Il 29 maggio del 1920 riceve gli ordini sacerdotali nel “Duomo Nuovo” di Brescia dal vescovo Gaggia; sul finire dell’anno si trasferisce a Roma per approfondire gli studi ecclesiastici; impegno in cui continuerà a manifestare non comuni attitudini di studioso. Nel 1923 intraprende studi diplomatici alla Pontificia accademia ecclesiastica, in sostanza la scuola di formazione per i sacerdoti destinati alle nunziature presso gli stati esteri; una carriera che intraprese non senza rammarico per la rinuncia alla pratica pastorale parrocchiana. Nel periodo giugno-ottobre del 1923 è addetto alla nunziatura presso Varsavia. L’esperienza polacca ebbe risvolti amari perché in quegli anni era diffuso in Europa il “nazionalismo”, un’ideologia che esasperava l’appartenenza nazionale, contrastando con i sentimenti di fratellanza universale del giovane Giovanni Battista:

“Questa forma di nazionalismo tratta gli stranieri come nemici […]

Le persone crescono con un sentimento in tal guisa.”

Nel 1925 Montini viene nominato per un alto incarico nella FUCI ma anche in questa funzione riscontrò non piccole difficoltà per via di contrasti sui rapporti da tenere col fascismo e sulle conseguenti scelte formative; nei primi anni trenta rassegna le dimissioni dall’incarico.

Sul finire del 1937 è nominato sostituto del segretario di stato, che allora era Eugenio Pacelli; i venti di guerra soffiano sempre più forti in Europa e la segretaria di stato si trova a svolgere compiti particolarmente delicati. Il 10 febbraio del 1939 muore papa Pio XI e Pacelli viene eletto papa col nome di Pio XII; Montini sarà uno stretto collaboratore del nuovo papa ed è molto probabile che abbia contribuito alla stesura del radiomessaggio di papa Pio XII del 24 agosto 1939, nel quale compare la celebre frase: “Nulla è perduto con la pace! Tutto può esserlo con la guerra”.

Terminata la seconda guerra mondiale, nel 1° novembre del 1954, Montini viene nominato arcivescovo di Milano e ad alcuni questo parve come un allontanamento dalla Segreteria di stato. L’esperienza episcopale milanese gli valse tuttavia la definizione, data da diversi commentatori, di “vescovo progressista”.

Il 9 ottobre del 1958 muore Pio XII ed a succedergli è il patriarca di Venezia Angelo Roncalli, papa Giovanni XXIII, grande amico e collaboratore di Giovanni Battista Montini, cui affidò diversi delicati incarichi all’estero.

Montini sarà il primo cardinale creato da papa Roncalli.

Tra le iniziative di Giovanni XXIII il celeberrimo Concilio Vaticano II è universalmente considerato il più importante; Montini venne nominato membro della commissione preparatoria ma i lavori si interruppero per la morte del “papa buono”, avvenuta il 3 giugno 1963.

Giovanni Battista Montini era dai più considerato il più accreditato continuatore dell’opera di Giovanni XXIII, tuttavia la sua elezione non fu facile; ma il 21 giugno di 58 anni il conclave lo elegge papa.

Paolo VI sarà il papa che accompagnerà Roma, l’Italia e il mondo attraverso una non facile e spesso controversa modernità.

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