ACCADDE OGGI 22 DICEMBRE 361: MUORE MARTIRIZZATO FLAVIANO DI MONTEFIASCONE

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La maggior parte delle testimonianze storiografiche su nascita e vita di San Flaviano sono andate perdute ma nella città di Montefiascone il santo gode di grande memoria e rispetto e la sua figura viene ricordata insieme ad altre nobili tradizioni locali.
Secondo la tradizione Flaviano era un notabile romano del IV secolo investito della prestigiosa carica di “prefetto” (“praefectus” che deriva dal verbo “praeficere”, ossia “stare davanti”), dignità che riuniva importanti funzioni militari e civili, di fede cristiana poi finito nel mirino delle persecuzioni di imperatori neopagani, forse con il concorso di un suo nemico personale, un certo Lucio Turcio Aproniano Asterio del quale sussistono alcuni riscontri documentali.
Secondo diversi indizi storici Flaviano era sposato con la nobile Dafrosa ed aveva due figlie, Bibiana e Demetria; tutte e tre le donne della famiglia di Flaviano godono del titolo di sante.
Stando alla tradizione il martirio di San Flaviano è eseguito il 22 dicembre di 1660 anni fa in un sito denominato “Aquas Taurinas”, probabilmente nell’area dell’attuale Montefiascone, dove era stato tradotto come detenuto e schiavo.
Alcuni indizi storiografici convergono sull’ipotesi per la quale le reliquie del martire sarebbero state poi traslate in una chiesa dedicata a Maria sita in un piccolo borgo posto sulla via consolare Cassia che prenderà il nome proprio da San Flaviano. Esiste in effetti una bolla papale dell’852 di Leone IV in cui si legge il passo: “ecclesiam Sanctae Mariae ubi corpus Beati Flaviani martyris requiescit, cum casale et burgo suo in circuitu et giro eius” (la chiesa di Santa Maria dove riposa il corpo del beato martire Flaviano con il suo casale e il suo borgo intorno). L’esistenza del “borgo San Flaviano” trova conferma anche nel celebre “Itinerario di Sigerico di Canterbury (950-994)”, dal nome dell’arcivescovo britannico Sigerico (“Sigeric the Serious”: Sigerico il Serio), storico testimone della “via francigena”, che dall’Inghilterra del sud conduceva a Roma, transitando per la Tuscia. La nota di Sigerico riferita a “Sancte Flaviane” è dell’anno 990 ed è probabile che il borgo fosse un punto di sosta collocato lungo la storica arteria, allora percorsa da un ricco flusso di pellegrini, funzionari e commercianti.
È altamente probabile che le due soste contigue a quella di San Flaviano fossero, a nord, “Sancta Cristina”, a Bolsena e, a sud, “Sancte Valentine” (l’attuale “Bulicame” di Viterbo). È opportuno rammentare a tale riguardo come San Valentino martire, unitamente a Sant’Ilario, sia ancora oggi molto venerato a Viterbo. La circostanza che le soste dislocate lungo la via francigena fossero dotate di luoghi di culto dedicati a santi è coerente con la vocazione di percorso di fede dell’importante strada europea.
Sfortunatamente la vita del Borgo San Flaviano viene sconvolta nel 1187 dall’incursione delle truppe di Federico Barbarossa che distruggono l’intero l’abitato risparmiando soltanto la chiesa; questo drammatico evento determina la ricollocazione urbana dell’area presso l’attuale Montefiascone che però avrà una diversa patrona cittadina: Santa Margherita d’Antiochia (275-290), martirizzata 15-enne, le cui reliquie erano state traslate dall’Asia Minore in Italia nel X secolo da Agostino da Pavia, che morirà proprio presso Montefiascone intorno al 1185. Il culto per Santa Margherita era particolarmente sentito nel Medioevo.
Malgrado questo la città di Montefiascone resterà per sempre legata alla figura di San Flaviano, come testimoniano varie rappresentazioni pittoriche, la più antica delle quali è quella conservata nella chiesa detta di “Santa Maria della Neve”, posta nel giardino della Rocca dei Papi.
Al santo è oggi dedicata la chiesa di San Flaviano Martire (detta anche “basilica di San Flaviano”), un gioiello medievale, in stile romano-gotico, risalente all’XI secolo, collocato proprio sul tracciato dell’antica via francigena.

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