ACCADDE OGGI- 22 LUGLIO 1742: MUORE BOLSENA

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La scomparsa rievocata in questa puntata di “accadde oggi” non riguarda il gioiello alto-laziale bensì “il Bolsena”, un importante quanto ignorato personaggio della nostra provincia: Andrea Adami da Bolsena, per questo dai più chiamato semplicemente “il Bolsena”, in un modo non molto diverso da come Michelangelo Merisi da Caravaggio è universalmente noto come “il Caravaggio” (in realtà un clamoroso errore storico perché il vero luogo di nascita del grande pittore italiano è Milano; ma il nome è rimasto).

Andrea Adami nasce il 30 novembre del 1663 in una famiglia veneta di commercianti di pesce trasferitasi a Bolsena. Il ponderoso volume “Istoria di Volseno”, pubblicato dal nostro a Roma nel 1737, all’età di 74 anni, rivela come il soggiorno sulla città lacuale non sia stato un mero soggiorno di lavoro ma abbia lasciato tracce profonde nella formazione del giovane Andrea.

Altre importanti opere come “Il teatro di Sabbioneta. La fabbrica come documento. Studi e analisi sul Teatro Ducale di Vespasiano Gonzaga” (scritto insieme ad altri autori), la raccolta di poesie “E saprò che è amore” sono altrettante testimonianze sul profilo intellettuale del Bolsena.

Nella vicina Montefiascone compie i primi studi ma, per le sue eccezionali e precoci doti musicali viene mandato giovanissimo a Roma per cantare da…soprano.

La vera passione di Andrea Adami era infatti la musica; cantore evirato (l’evirazione prima della pubertà era una pratica diffusa nei secoli 17° e 18° in quanto permetteva il mantenimento di una voce particolarmente acuta anche in età adulta, proprio come quella del soprano) entrò presto nella benevolenza del cardinale mecenate Pietro Ottoboni che lo nominò “maestro di coro” della Cappella Musicale Pontificia Sistina, particolarmente importante perché incaricata dell’accompagnamento musicale delle liturgie officiate dal papa. Mantiene l’incarico dal 1700 al 1714.

È stato anche autore di diverse “cantate” per voce e strumenti; originali e copie di queste opere sono conservate in archivi e musei di Berlino e al British Museum.

L’opera più importante è tuttavia “Osservazioni per ben regolare il coro dei cantori della Cappella pontificia…” del 1711, dedicata all’Ottoboni. Il saggio include una parte storica riservata alla musica sacra ed alle sue origini, una parte descrittiva, in cui vengono indicate le coordinate musicali tarate in ragione dell’importanza delle funzioni religiose che richiedono un accompagnamento musicale, una parte biografica dedicata a importanti autori quali Cristoforo Morales, il Palestrina, Gregorio Allegri etc. e una serie di ritratti realizzati con la tecnica dell’incisione all’acquaforte. Un’opera pregiata, oltre che per il suo valore storico-documentale, anche sotto il profilo della bibliofilia.

I meriti musicali, intellettuali e caratteriali gli valgono carriera e onori; diviene arciprete di una delle quattro “basiliche papali” di Roma: la basilica di Santa Maria Maggiore all’Esquilino.

Diviene anche membro dell’Accademia dell’Arcadia, un’accademia letteraria fondata a Roma nel 1690.

Nell’ultima parte della sua vita si dedica agli studi storici (Istoria di Volseno è di questo periodo).

Muore 279 anni fa a Roma all’età di 79 anni; riposa nella cattedrale che i romani chiamano del S. Salvatorello ai Monti.

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