ACCADDE OGGI – 23 LUGLIO 1957: MUORE GIUSEPPE TOMASI DI LAMPEDUSA, L’AUTORE DEL “GATTOPARDO”

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“Ero un ragazzo cui piaceva la solitudine, cui
piaceva di più stare con le cose che con le persone”

“Il Gattopardo” è l’opera perfetta per tornare all’antica questione per la quale il romanzo, anche il più divergente rispetto alle coordinate dell’esistenza umana, è sempre autobiografico.
L’autore, don Giuseppe Tomasi di Lampedusa, nato a Palermo il 23 dicembre del 1896, è una collezione di titoli nobiliari: duca di Palma, Principe di Lampedusa, barone della Torretta etc.
Il principe Fabrizio Salina, calco letterario del bisnonno Giulio Fabrizio Tomasi, uno dei personaggi del romanzo, sarà l’osservatore e l’osservato della drammatica transizione risorgimentale innescata dalla leggendaria impresa dei “mille”, che trasformerà la Sicilia arcaica nella Sicilia ultimo tassello dell’Italia finalmente unitaria e moderna. Transizione sintetizzata nella celebre massima “tutto deve cambiare perché tutto resti come prima”, per la quale sono state coniate le formule “gattopardismo” o “gattopardesco”. Formule che richiamano il nietzschiano “eterno ritorno”.
In realtà Giuseppe Tomasi non era uno scrittore, nel senso professionale del termine, tuttavia, nel 1954, all’età di 58 anni, decide di fondere sulla pagina i ricordi personali di rampollo di una nobile antica famiglia siciliana con la sua erudizione storiografica, rimodulati secondo i bioritmi narrativi.
La realizzazione dell’opera richiede due anni.
Incoraggiato dalla complicità del cugino e poeta Lucio Piccolo, spedisce il manoscritto alle case editrici Mondadori e Einaudi che però bocciano la proposta editoriale sulla base di una valutazione negativa dello scrittore e critico Elio Vittorini (1908-1966).
Malgrado la clamorosa stroncatura, il Gattopardo diventerà egualmente un caso editoriale perché la moglie di Giuseppe, la psicoanalista Alexandra Wolff Stomersee, riesce a far avere il manoscritto a Elena Croce, figlia del filosofo Benedetto Croce, che a sua volta lo porterà all’attenzione dello scrittore Giorgio Bassani, allora direttore della collana “I Contemporanei” di Giangiacomo Feltrinelli. Il libro viene pubblicato postumo da Feltrinelli nel 1957 perché, nel frattempo, il 23 luglio di 64 anni fa, Giuseppe Tomasi muore per un tumore ai polmoni.
Due anni dopo, nel 1959, “Il Gattopardo” vince il Premio Strega diventando uno dei maggiori best-seller del dopoguerra.
Dal romanzo, nel 1963, è stato ricavato l’omonimo film diretto da Luchino Visconti, interpretato da Claudia Cardinale, Burt Lancaster e Alain Delon.

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