ACCADDE OGGI 23 MAGGIO 1915: IL REGNO D’ITALIA DICHIARA GUERRA ALL’AUSTRIA ED ENTRA NEL 1°CONFLITTO MONDIALE

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Le date ufficiali dell’inizio e della fine della “prima guerra mondiale” sono il 28 luglio 1914 e l’11 novembre 1918; l’Italia, dopo un lungo periodo di indecisione, entra nel conflitto un anno dopo l’inizio, il 23 maggio di 107 anni fa a fianco della “triplice intesa”.
Questi i blocchi contrapposti: la “triplice alleanza” degli imperi centrali tedesco, austro-ungarico e ottomano, cui si aggiungerà più tardi la Bulgaria, opposta all’intesa fra Serbia, Impero russo (che si ritirerà dal conflitto dopo la rivoluzione bolscevica del 1917), Francia, Regno Unito, Impero giapponese cui si uniranno Grecia, Portogallo, Romania, Italia e Stati Uniti. L’ingresso USA risulterà determinante per rompere il lungo tragico stallo fra le posizioni trincerate degli eserciti e innescare il collasso degli imperi centrali.
Il conflitto impegna oltre 70 milioni di soldati (60 milioni quelli europei); di questi 9 milioni muoiono nel corso delle operazioni militari; sette milioni sono le vittime civili, in parte per essere direttamente coinvolte nei combattimenti in parte a seguito di carestie ed epidemie correlate.
In questa drammatica contabilità rientra il genocidio del popolo armeno, sospettato dai turchi di intelligenza con i russi e per questo sottoposto a rastrellamenti e fucilazioni di massa.
Il Regno d’Italia, che aveva sottoscritto un accordo militare trentennale con gli imperi centrali, inizialmente osserva una prudente posizione di neutralità dietro la quale tuttavia intrattiene trattative segrete con entrambi le parti in conflitto; l’8 aprile del 1915 si offre di entrare in guerra con gli imperi centrali in cambio, a guerra conclusa, di cospicue concessioni territoriali: il Trentino, la Dalmazia, Gorizia e una forma di protettorato sull’Albania. Al netto rifiuto da parte dell’Impero austro ungarico il Regno d’Italia cambia partner e inizia a trattare con l’Intesa. Il 26 aprile 1915 il ministro italiano degli esteri Sidney Sonnino firma segretamente il famoso “Patto di Londra” con cui il Regno d’Italia si impegna ad entrare in guerra a fianco dell’Intesa in cambio di compensi territoriali. Compensi che però non saranno mai integralmente onorati perché il presidente USA Woodrow Wilson, a guerra conclusa, non riconosce la validità del patto di Londra. La mancata attuazione e la pubblicità data a quel patto segreto provocherà, a guerra conclusa e vinta, un grave imbarazzo per il governo italiano e un diffuso malcontento, determinando la percezione di quella che verrà definita “una vittoria mutilata”.
Una situazione politica con gravi contraccolpi interni che crea le premesse per la crisi dello stato liberale e l’avvento del fascismo.
Comunque l’Italia, sulla base di quel patto, il 23 maggio 1915 entra in guerra con l’Intesa, in un settore tra i più critici dell’intero fronte: quello che dall’altra parte vedeva schierato il possente esercito austro-ungarico.

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