ACCADDE OGGI 24 GIUGNO 1910: VIENE FONDATA A MILANO L’ALFA

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All’inizio era solo A.L.F.A., acronimo che sta per Anonima Lombarda Fabbrica Automobili. Il prestigioso marchio lombardo nasce per effetto del fallimento di un altro marchio: la Società Italiana Automobili Darraq, una fabbrica di assemblaggio di automobili progettate in Francia.

Un team di coraggiosi imprenditori lombardi, insieme a Ugo Stella, amministratore delegato della Darraq italiana, fiduciosi nel futuro dell’automobile, rilevano la società fallita e intraprendono una nuova strategia imprenditoriale con un nuovo progetto produttivo. Il 24 giugno di 112 anni fa viene siglato il cambio di proprietà, costituita la nuova società e insediato il nuovo management.
Il primo atto della neonata ALFA è quello di assicurarsi le competenze del geniale progettista piacentino Giuseppe Merosi, cui è affidata la direzione tecnica; Merosi è anche l’ideatore del logo aziendale, il celeberrimo “biscione” (in realtà “serpente visconteo”) posto accanto alla croce rossa su campo bianco, simbolo della Milano medievale.
In pochi mesi Merosi progetta e mette in produzione la prima automobile: l’ALFA 24HP, equipaggiata con un motore con quattro cilindri in linea di oltre 4000 Cm3, in grado di erogare la cospicua potenza di 42 cavalli (24 HP si riferisce alla potenza fiscale) e raggiungere il picco dei 100 Km/ora; una velocità di assoluto rispetto nel 1910.
Secondo le procedure in uso in quel tempo la commercializzazione riguarda il solo telaio nudo e il motore; la scelta della carrozzeria veniva lasciata all’acquirente che poteva completare l’allestimento dell’automobile presso un carrozziere di fiducia in base alle proprie esigenze.

La struttura base dell’ALFA 24HP era talmente robusta e versatile che la casa milanese la utilizzerà anche per produrre autocarri; una doppia produzione, automobili e veicoli commerciali (tipica anche della FIAT e altri marchi di tutto il mondo), che è rimasta sino al 1988.
Non soltanto: l’ALFA 24HP, opportunamente adattata, fa il suo debutto anche nelle gare automobilistiche.

Il grande successo del modello induce l’ALFA a mettere in produzione nuove vetture tutte derivate dalla 24HP ma con motorizzazioni diverse: la 12HP, la 15HP e la coppia 40-60HP financo un nuovo motore a sei cilindri di oltre 6 mila Cm3 da 70 HP.

Il management ALFA investe molto nel lancio pubblicitario derivante dalla partecipazione alle corse ma i primi risultati saranno deludenti. Le cose cambiano con il debutto in gara della 40-60 HP, che vince l’importante Parma-Poggio di Berceto classificandosi prima nella propria categoria e seconda in classifica generale.
Nel 1914 l’ALFA lancia la Grand Prix, destinata esclusivamente alle corse. Anche la Grand Prix deriva dalla 40-60HP ma presenta due importanti innovazioni ingegneristiche: il doppio albero a camme in testa e una duplice accensione per cilindro; in sostanza il precursore del celebre “bialbero” e del sistema “Twin Spark” moderni.

Lo scoppio della prima guerra mondiale impone uno stop alle corse e un duro declino della casa lombarda proprio mentre era lanciata verso un brillante futuro.

I proprietari del marchio, difronte allo spettro del fallimento decidono di vendere l’azienda alla Banca Italiana di Sconto; la banca tenta un’operazione di salvataggio ricercando un partner solido: è così che ha luogo la fusione con la società “Ing. Nicola Romeo e co.”, un’impresa meccanica specializzata nella produzione di macchinari industriali che aveva ottenuto grossi ordinativi da parte del Regio Esercito.

Il 4 agosto 1915 Nicola Romeo diviene direttore dello stabilimento ALFA; in sostanza l’atto di nascita della moderna ALFA-ROMEO, il marchio che scalerà la classifica delle auto di prestigio ed è tuttora un’eccellenza italiana.

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