ACCADDE OGGI – 24 LUGLIO 1977: VIENE EMANATO IL DPR 616, LA NORMA CHE DARA’ IL VIA AL DECENTRAMENTO AMMINISTRATIVO IN ITALIA

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Circa un secolo per realizzare l’Unità d’Italia; trent’anni per trasferire poteri amministrativi dallo stato centrale agli enti locali. Dimenticata dai più, la data del 24 luglio del 1977 è una tappa fondamentale nel lungo e sofferto percorso del sistema-Italia verso la modernità.
La Costituzione repubblicana è approvata dall’Assemblea Costituente il 22 dicembre del 1947 e promulgata dall’allora provvisorio Presidente della Repubblica Enrico De Nicola cinque giorni dopo: il 27 dicembre; il 1° gennaio 1948, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, entra pienamente in vigore.
L’intero titolo V della carta costituzionale è dedicato a profilo istituzionale, competenze e compiti degli enti locali ma per i 29 anni successivi questa parte del dettato costituzionale rimarrà lettera morta in quanto non verranno mai emanate dal parlamento italiano le norme attuative.
Per comprendere meglio il significato e l’importanza di “decentramento amministrativo” è opportuno richiamare un altro importante tipo di decentramento: il “decentramento politico” che consiste nell’attribuire ai cittadini di un territorio la facoltà di eleggere rappresentanti conosciuti e di valutarne direttamente i risultati politico-amministrativi; è del tutto evidente che il decentramento politico funziona meglio se accompagnato dal decentramento amministrativo, che accorcia la filiera “funzione amministrativa-ricadute percepite”.
Come si è detto, il decentramento amministrativo consiste nel trasferimento agli enti territoriali dell’esercizio di competenze che hanno ricadute dirette sulla vita dei cittadini-elettori, lasciando allo stato centrale le competenze di tipo strategico (come difesa, politica estera etc.) e i famosi “LEP”, ossia “la determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale”, come recita la lettera “m” dell’art. 117 della nostra costituzione, dopo la riforma del 2001. Si tratta in sostanza di una sorta di soglia di qualità che deve essere mantenuta da tutti gli enti e tutti gli uffici che erogano servizi al cittadino in ogni parte d’Italia.
La formula del DPR (sigla che sta per Decreto del Presidente della Repubblica) deriva dal fatto che l’atto viene firmato dal Presidente della Repubblica ma si tratta di un provvedimento definito dal Governo sulla base di una legge parlamentare che delega il governo medesimo la facoltà di emanare le norme attuative di quanto previsto dal Titolo V.
Il 24 luglio di 44 anni fa ha finalmente inizio il lungo, lento, faticoso e non di rado contraddittorio percorso di trasferimento di competenze e funzioni dallo stato a regioni, province e comuni, inclusa la circostanza che in non pochi casi “è stato decentrato il centralismo”.
Tuttavia rimane il fatto che da quella data i cittadini hanno cominciato a godere di un maggiore protagonismo rispetto allo strapotere della politica degli addetti ai lavori.

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