ACCADDE OGGI 24 MARZO 1874: NASCE LUIGI EINAUDI, PADRE FONDATORE DELLA REPUBBLICA ITALIANA

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Gli italiani dei primi anni ’40 combattono due guerre opposte: la seconda guerra mondiale (1939-1945), inquadrati nell’Asse Roma-Berlino e la resistenza partigiana. La prima seminerà sconfitte, bombardamenti, morte, distruzioni e povertà; la seconda segnerà il riscatto, la rinascita e l’evoluzione dal regime monarchico a quello della repubblica.
L’anno della svolta è il 1943, quando la guerra volge al peggio per l’Asse, gli alleati anglo-americani sbarcano in Sicilia, crolla il fascismo, il re Vittorio Emanuele II fugge all’estero e l’Italia intraprende il suo secondo risorgimento.
Il 25 aprile 1945 è il giorno della definitiva liberazione dell’Italia dal nazi-fascismo; l’anno successivo, il 2 giugno 1946, con un referendum al quale per la prima volta partecipano le donne, gli italiani scelgono il format repubblicano ed eleggono l’Assemblea Costituente, l’organo collegiale incaricato di redigere la costituzione della nascente Repubblicana italiana.
Re Umberto II, figlio di Vittorio Emanuele III, lascia anche lui l’Italia e il cattolico Alcide De Gasperi (1881-1954) viene nominato presidente del governo provvisorio.
Alla carica di presidente provvisorio della non ancora completata Repubblica italiana viene eletto, direttamente dall’Assemblea Costituente il 1° luglio 1946, il giurista Enrico De Nicola (1877-1959), figura di mediazione fra il candidato sostenuto da cattolici e destre, Vittorio Emanuele Orlando e quello dei laici e delle sinistre, Benedetto Croce.

Nel 1947 il grande cantiere repubblicano completa i suoi impegnativi lavori e il 1° gennaio 1948 entra in vigore la nuovissima Costituzione della Repubblica italiana, la legge fondamentale che, direttamente o indirettamente, ispira tutte le norme che regolano il funzionamento dello stato.
A quel punto tutto è pronto perché la nuova repubblica abbia un parlamento e un presidente formalmente eletti secondo modalità democratiche; il 18-19 aprile 1948 si tengono le prime elezioni politiche della storia repubblicana attraverso le quali sono designati i deputati e i senatori membri del nuovo parlamento.

Secondo la costituzione appena pubblicata è proprio il parlamento l’organo titolare dell’elezione della massima carica istituzionale italiana: il Presidente della repubblica; le elezioni presidenziali si svolgono il 10 e 11 maggio 1948.

All’inizio delle votazioni la riconferma di De Nicola appare scontata ma il giurista incontra l’opposizione di De Gasperi il quale gli contrappone la candidatura di Carlo Sforza, ministro degli esteri; candidatura bocciata però anche da 46 franchi tiratori della stessa Democrazia Cristiana, il partito di De Gasperi.
Alla fine il punto di mediazione viene raggiunto nella figura del piemontese Luigi Einaudi (1874-1961), economista, accademico, già Governatore della Banca d’Italia e ministro del bilancio.
Sarà lui il primo Presidente della Repubblica italiana ed è per questo che viene annoverato tra i padri fondatori della nuova Italia.

Come Capo dello Stato nominerà quattro Presidenti del Consiglio e otto senatori a vita, tra questi il matematico Guido Castelnuovo, il direttore d’orchestra Arturo Toscanini, che però rinuncerà alla nomina, Trilussa e lo storico Gaetano De Sanctis.
Di lui si racconta che fosse uomo particolarmente sobrio e parsimonioso e che nei pranzi ufficiali tagliasse personalmente la frutta dividendola fra i commensali ma anche legatissimo alla moglie e, quando gli viene assegnata la splendida residenza del Quirinale, rifiuta la sontuosa camera da letto che era stata dei Savoia in quanto i re sabaudi erano abituati a dormire in camere separate da quelle delle mogli e opterà per quella matrimoniale riservata agli ospiti.
Uno dei suoi tre figli, Giulio, è il fondatore della celebre casa editrice Giulio Einaudi Editore di Torino; il nipote Ludovico, figlio di Giulio, è importante pianista e compositore, degno erede e continuatore del maestro Ennio Morricone.

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