ACCADDE OGGI – 24 NOVEMBRE 1859: IL NATURALISTA INGLESE CHARLES DARWIN E ” L’ORIGINE DELLE SPECIE”, IL LIBRO CHE CAMBIERA’ PER SEMPRE LA SCIENZA BIOLOGICA

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“Deriviamo dalle scimmie? Se è vero, speriamo per lo meno che non si sappia in giro”
commento di una sbigottita signora d’epoca vittoriana sulla teoria darwiniana

Il celebrato “metodo scientifico” mostra risvolti talvolta curiosi e probabilmente il rumore e le polemiche seguiti alla pubblicazione del capolavoro darwiniano alla fine ne hanno favorito fama e successo. Ma non tutte le grandi opere godono di questa inattesa opportunità; come nel caso della quasi contemporanea pubblicazione di un’altra fondamentale opera: “Esperimenti sull’ibridazione delle piante”, del matematico, biologo e monaco ceco-tedesco Gregor Mendel, oggi universalmente considerata alla base della genetica moderna, che tuttavia verrà ignorata per 35 anni per essere scoperta e compresa soltanto agli inizi del ‘900, 16 anni dopo la morte dell’autore. L’oblio riservato a Mendel è probabilmente dipeso dalla circostanza che la sua opera non ha suscitato critiche e polemiche.

L’elaborazione della celeberrima teoria darwiniana sull’evoluzione è lunga e complessa e Charles Darwin ci lavorerà per quasi trent’anni, divisi in due fasi: una prima fase sul campo, con osservazioni e comparazioni condotte durante il quinquennio della spedizione a bordo del famoso brigantino Beagle, tra il 27 dicembre 1831 e il 2 ottobre 1836 e un secondo tempo, in Inghilterra, quando si dedica alla rielaborazione e alla sistemazione dei materiali raccolti con lo scopo di pervenire ad un’opera unitaria, completa e coerente. Questa seconda fase lo impegnerà per 23 anni.

Durante il viaggio in mare ha modo di raccogliere un grande numero di osservazioni sulle caratteristiche morfologiche, anatomiche, fisiologiche e comportamentali di animali e piante e comincia a notare come tali caratteristiche costituivano una variabilità entro uno schema. Una parte cospicua delle sue osservazioni le raccoglie durante il passaggio all’arcipelago delle Galàpagos, nell’oceano Pacifico, al largo dell’attuale Ecuador. Qui Darwin nota come individui della medesima specie avessero tuttavia differenti caratteristiche e che queste caratteristiche erano correlate con le differenze ambientali fra isola e isola. Ne trae la conclusione che le popolazioni animali e vegetali residenti, pur appartenendo alla stessa specie, si erano evolute in modo differente in ragione delle particolari caratteristiche di ciascuna isola. Le migliaia di rilevazioni che effettua durante i cinque anni della spedizione risultano tutte convergenti con siffatto principio e questo lo convince a generalizzare l’insieme delle sue osservazioni in quella che poi diventerà la sua celebre “teoria dell’evoluzione attraverso la selezione naturale”.

L’intera teoria può essere semplificata e ricondotta a cinque punti essenziali.
a) Le specie animali e vegetali non sono statiche ma cambiano nel tempo; ossia evolvono e questa evoluzione può risultare tanto consistente da prendere strade diverse; è così che compaiono le diverse specie. Ma quali sono i fattori che regolano questa evoluzione e le sue diramazioni?
b) Gli elementi osservabili negli individui che permettono di riscontrare tale evoluzione progressiva sono denominati “caratteri” e possono essere anatomo-morfologici, come dimensioni, colorazioni, forme etc. di articolazioni, piumaggio, bocca, denti, becco, stomaco etc. e comportamentali, come fare nidi, covare, scavare tane, cacciare, corteggiare, mimetizzarsi etc.
c) Ma come compaiono le differenze nei caratteri fra individuo e individuo che Darwin rileva in particolare nelle differenti isole Galàpagos? Darwin aveva notato che gli individui di una medesima specie di una stessa isola sono più o meno simili mentre differenze notevoli si riscontravano tra isola e isola; era come se le differenze fra le isole in qualche modo si riflettessero sui caratteri degli individui determinando differenze importanti fra gli individui della stessa specie ma di isole differenti.

Darwin spiega questa particolare variabilità ipotizzando che le differenze caratteriali compaiono spontaneamente e in modo casuale durante la riproduzione e i figli possono talvolta esibire caratteri differenti rispetto ai genitori.
d) I nuovi caratteri che casualmente compaiono nei figli potranno essere più o meno favorevoli rispetto al particolare ambiente di quell’isola e gli individui nati con caratteri più adatti avranno maggiori probabilità di sopravvivere e riprodursi anche più volte nella vita rispetto agli altri individui. Alla lunga questo determinerà una maggiore proliferazione degli individui dotati di caratteri favorevoli e la progressiva estinzione di quelli nati con caratteristiche penalizzanti. Dopo migliaia di anni la popolazione di quell’isola mostrerà quei caratteri come tipici di quella specie e questo spiega le profonde differenze che Darwin nota tra individui della medesima specie di isole diverse.
In altri termini l’ambiente non determina la comparsa dei caratteri ma seleziona quelli più favorevoli.

e) I nuovi caratteri che casualmente compaiono e poi si affermano in un territorio possono essere così cospicui da dar luogo a nuove distinte specie, come è accaduto alla specie Homo sapiens, evolutasi circa 300 mila anni fa in Africa nell’ambito dei Primati (cui appartengono anche le scimmie). Oltre all’Homo sapiens sono apparse altre specie “cugine”, come l’Homo neanderthalensis (più conosciuto come “uomo di Neanderthal”), l’Homo di Denisova, l’Homo habilis e altre. Tutte estinte; noi siamo l’unica specie sopravvissuta del genere Homo e questo è dovuto ai nostri caratteri che sono risultati meglio adatti alle difficili condizioni che abbiamo incontrato, prima in Africa e, più tardi, dopo l’emigrazione fuori dall’Africa, in tutto il mondo.

Ai tempi di Darwin la genetica era una scienza ancora poco sviluppata ma nel ‘900 quando, grazie agli studi di Mendel, diviene un distinto importante campo di ricerca, emergeranno numerosi riscontri a favore della teoria darwiniana.
Charles Darwin era consapevole che la sua teoria confliggeva con il punto di vista di coloro che praticavano la lettura letterale della Bibbia, dalla quale risulta che le specie sono state create tutte insieme contemporaneamente (“creazionismo”) e siccome Dio non commette errori l’evoluzione non può esistere (“fissismo”). Per questa ragione lavorerà per parecchi anni per mettere a punto tutti gli elementi della sua teoria portando numerosi elementi di riscontro e prova.
Il 24 novembre di 162 anni fa esce il suo libro “L’origine delle specie” in cui enunciala dettagliatamente la teoria dell’evoluzione delle specie mediante la selezione naturale. Sarà un best sellers.
Malgrado le inevitabili resistenze, polemiche, critiche ed attacchi la sua teoria verrà progressivamente accettata in tutta la comunità scientifica.

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