ACCADDE OGGI 24 SETTEMBRE 1961: PER INIZIATIVA DI ALDO CAPITINI SI SVOLGE LA PRIMA EDIZIONE DELLA MARCIA PER LA PACE PERUGIA-ASSISI

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Molti lo ignorano ma anche in Italia abbiamo avuto il nostro “Gandhi”: il filosofo, antifascista, cristiano, politico ed educatore Aldo Capitini (Perugia 23/12/1899 – Perugia 19/10/1968).
Di famiglia modesta (il padre, impiegato, era responsabile del campanile maggiore di Perugia), Aldo Capitini studia da ragioniere ma da autodidatta legge appassionatamente i massimi capolavori letterari, filosofici e politici; studia con particolare trasporto i testi di Francesco d’Assisi e del pacifista indiano Gandhi (1869-1948). In questo intenso periodo di formazione concepisce e matura il suo pensiero nonviolento italiano. Nel 1924 vince una borsa di studio per la facoltà di Lettere e Filosofia alla Scuola Normale di Pisa; sei anni dopo, nel 1930, diviene Segretario dell’università. Nel frattempo erano diventati celebri i suoi pasti vegetariani alla mensa, come conseguenza del rifiuto di abusare della carne degli animali come altrettanto celebre diventerà il suo antifascismo nonviolento e le sue critiche al concordato fra Mussolini e il Vaticano, da lui definito “merce di scambio”.

Capitini accompagnerà la nonviolenza alla nonmenzogna.
Il suo pensiero gli attirerà simpatie e accese antipatie; quando il rettore della Scuola Normale, il filosofo, pedagogista e politico Giovanni Gentile gli chiede l’iscrizione al partito fascista Capitini rifiuta e a causa di questo rifiuto ne dispone il licenziamento. Questo il resoconto dell’accademico e giornalista Sergio Romano (1929), testimone del fatto: “Il filosofo disse di sperare che “le future esperienze gli facessero vedere la vita e la realtà delle cose sotto un aspetto diverso”; e Capitini rispose che non poteva fare altro che “contraccambiare l’augurio” […] Ma non appena il giovane pacifista uscì dalla sala, il filosofo […] disse “Abbiamo fatto bene a mandarlo via perché, oltre tutto, è un galantuomo”.
La più nota “invenzione” di Aldo Capitini è la “marcia della pace di Assisi”, creata sul modello del raduno dei pacifisti anglosassoni che, nel 1958, guidati dal filosofo, matematico, saggista e attivista britannico Bertrand Russel (1872-1970), nella cittadina di Aldermaston, avevano manifestato contro la proliferazione nucleare.

La prima marcia si svolge il 24 settembre di 60 anni fa; un corteo nonviolento lungo i 24 Km che collegano Perugia ad Assisi; in quell’occasione viene per la prima volta utilizzata la celebre bandiera multicolore della pace. I partecipanti sono 20 mila, tra i quali gli scrittori Italo Calvino, Guido Piovene e Giovanni Arpino, il pittore Renato Guttuso e l’economista Ernesto Rossi, coautore del celebre “Manifesto di Ventotene”, il nucleo politico della futura Unione Europea.
Da allora ne sono state replicate 22 edizioni, con una media di una ogni 2-3 anni.

«Aver mostrato che il pacifismo, che la nonviolenza, non sono inerte e passiva accettazione
dei mali esistenti, ma sono attivi e in lotta, con un proprio metodo che non lascia un momento
di sosta nelle solidarietà che suscita e nelle noncollaborazioni, nelle proteste, nelle denunce
aperte, è un grande risultato della Marcia»

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