ACCADDE OGGI 25 LUGLIO 1943: DOPO UN VENTENNIO DI POTERE ASSOLUTO CADE IL FASCISMO

77

L’attacco tedesco alla Polonia del 1° settembre 1939 stabilisce l’inizio formale della 2^ guerra mondiale ma per nove mesi Mussolini, malgrado l’alleanza militare del celebre “patto d’acciaio” siglato con Hitler, mantiene una prudente non belligeranza.

Saranno le folgoranti vittorie tedesche ottenute su tutti i teatri di guerra a convincere il duce ad aprire le ostilità e il 10 giugno 1940, con un celebre discorso tenuto nella scenografica piazza Venezia Benito Mussolini annuncia al mondo la dichiarazione di guerra contro Francia e Gran Bretagna, collocando anche militarmente l’Italia al fianco della Germania nazista.
Abbagliato dalle spettacolari vittorie di Hitler Mussolini commette un tragico errore strategico: «Ho bisogno di qualche migliaio di morti per sedermi da vincitore al tavolo della pace».
Ma il duce ha fatto male i suoi calcoli e già nel 1941 la situazione bellica comincia a capovolgersi; nei cieli d’Inghilterra la Royal Air Force infligge pesantissime perdite all’aviazione tedesca, al punto che Hitler è costretto a rinunciare all’operazione “leone marino”, ossia l’invasione dell’isola britannica.
Nel nord Africa le cose vanno ancora peggio; dopo le iniziali vittorie del generale Erwin Rommel, la celebre “volpe del deserto”, le truppe Britanniche sconfiggono irrimediabilmente quelle italo-tedesche.
Ma il peggio deve ancora venire perché gli USA, per effetto dell’attacco giapponese del 7 dicembre a Pearl Harbor, entrano in guerra a fianco della Gran Bretagna e i russi, dopo la strenua resistenza di Stalingrado, si riorganizzano scatenando un’inarrestabile controffensiva che si concluderà soltanto a Berlino.
L’evento fatale per Mussolini è “l’operazione Husky”, nome in codice dello sbarco degli alleati anglo-americani del 9 luglio 1943 in Sicilia, avvenuto senza incontrare la minima resistenza.
Fino a quel momento censura e una martellante propaganda su inesistenti schiaccianti vittorie su tutti i fronti avevano tenuto nascosta questa lunga scia di sconfitte; ma con il nemico ormai in casa questo non è più possibile.
Il reale stato delle cose risulta drammaticamente evidente quando, dieci giorni dopo lo sbarco, il 19 luglio, 300 aerei alleati effettuano un pesante bombardamento su Roma; anche il cibo comincia a scarseggiare. Una catena di rovesci che provoca il rapido collasso del fascismo.
Alle ore 17 del 24 luglio 1943 i 28 membri del Gran Consiglio del Fascismo (massimo organo collegiale del regime), tutti in perfetta uniforme fascista, si riuniscono nella “sala del pappagallo” di Palazzo Venezia per discutere diversi “ordini del giorno”, tra i quali quello preparato e proposto da Dino Grandi, che prevede la destituzione di Mussolini. La seduta si protrae fino alle 2:40 di domenica 25 luglio 1943.
L’ordine del giorno Grandi ottiene 19 voti favorevoli, 7 contrari e un astenuto; Roberto Farinacci esce dalla sala per evitare di partecipare alla votazione. Benito Mussolini non ha più l’appoggio del partito da lui stesso fondato.
Alle 17 del 25 luglio Mussolini si reca a Villa Savoia (oggi Villa Ada) da Vittorio Emanuele III; il re procede alla destituzione di Mussolini da capo del governo e alla sua sostituzione con il generale Pietro Badoglio e lo fa arrestare con l’accusa di aver portato l’Italia alla disfatta.
Dopo 21 anni di potere assoluto il fascismo, anche formalmente, è definitivamente caduto.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui