ACCADDE OGGI 25 NOVEMBRE 2020: MUORE LA LEGGENDA DIEGO ARMANDO MARADONA

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Un talento calcistico enorme concentrato in 165 Cm d’altezza; la vocazione italiana del futuro “Pibe de Oro” (ragazzo d’oro) è già percepibile alla nascita: Diego Armando Maradona viene al mondo il 30 ottobre 1960 nella città argentina di Lanùs, nella parte a sud della vasta area urbana proliferata intorno a Buenos Aires, nota per ospitare una grande comunità di italiani provenienti da Amendolara, in provincia di Cosenza. Un’ulteriore quota d’Italianità viene portata in dote dalla madre Dalma Salvadora Franco (1930-2011), di origini italo-croate. Il padre, Diego Maradona Senior (1928-2015), era di discendenza Guaranì, un’importante etnia nativa sudamericana a lungo schiavizzata dai coloni spagnoli e portoghesi, probabilmente salvata dall’estinzione dai missionari cristiani, ricordata nel famoso film “Mission”, con la celebre colonna sonora di Ennio Morricone.
La biografia di Diego Armando Maradona è la biografia luminosa di una star del calcio ma con molti risvolti umani, interpretata sotto il segno del magico “numero 10”, la maglia dei campioni, indossata per tutte le maggiori squadre del mondo: Boca Juniors, Barcellona, Napoli, Siviglia etc. e la nazionale argentina. Con l’Argentina partecipa a quattro mondiali consecutivi dall’82 al ’94 vincendo nell’86 e arrivando secondo nel ’90, totalizzando 91 presenze e 34 reti.

Ai mondiali dell’86, contro l’Inghilterra, segna la celeberrima “rete del secolo”, dribblando da solo praticamente mezza squadra avversaria e realizzandone un’altra di mano, passata alla storia come “mano de Dios”.

Il Napoli, dopo l’acquisto del campione argentino vince il suo primo scudetto nel 1985 e arriva due volte secondo nel 1988 e nel 1989; nel 1989 vince anche la Coppa UEFA; nel ’90 vince il secondo scudetto.

Durante il suo periodo europeo, probabilmente il migliore della sua carriera, non prenderà mai il “Pallone d’oro”, riservato esclusivamente ai calciatori del vecchio continente ma nel ’95 gli viene conferito un riparatore “Pallone d’oro alla carriera” e questo strappo alla regola vale quanto una Coppa Rimet ad personam.

Insieme a Pelè ottiene il premio FIFA di “Miglior giocatore del XX secolo”; nel ’93 riceve il titolo di miglior giocatore argentino di sempre. Nel 2002 viene inserito nel “World Cup Dream Team”, ossia la formazione ideale formata dai migliori giocatori di tutti i tempi, stilata dalla FIFA, ottenendo il maggior numero di voti.

Nel 2004 è inserito, con la supervisione di Pelé, nel FIFA 100, la lista dei 125 migliori giocatori viventi, 50 in attività e 75 ritirati. Nel 2012, al “Globe Soccer Awards” gli viene attribuito il riconoscimento di Miglior Calciatore del Secolo, con un anticipo di 87 anni prima della sua conclusione e, nel 2014, l’appartenenza alla “Hall of Fame del calcio italiano”.

Ma mentre colleziona vittorie e riconoscimenti cominciano a comparire i primi segni di quelli che saranno i suoi due peggiori nemici: la dipendenza dalla cocaina e l’aumento di peso.
Nel ’91 risulta positivo per la prima volta alla cocaina e nel ’94 all’efedrina, una sostanza illegale utilizzata per perdere peso. Una brutta avvisaglia del suo ritiro, che avverrà tre anni dopo, nel 1997. L’addio ufficiale è celebrato il 10 novembre 2001 con un’amichevole fra Argentina e una selezione di star mondiali, vinta 6 a 3 con due rigori calciati da Diego.
Per un breve periodo sarà commissario tecnico della nazionale argentina e più tardi commentatore televisivo; ma le sue condizioni di salute iniziano a peggiorare e sarà costretto a subire periodi intensivi di disintossicazione e un intervento di bypass gastrico per limitare i danni dell’obesità.

Il 2 novembre 2020 subisce un ricovero d’urgenza in un ospedale della città argentina di La Plata per una grave crisi nervosa; due giorni dopo viene operato al cervello a Buenos Aires per rimuovere un ematoma.
L’intervento riesce e Diego torna nella sua residenza di Tigre, città a nord di Buenos Aires, per la convalescenza ma insorgono gravi problemi di insufficienza cardiaca che presto degenerano in edema polmonare; muore improvvisamente il 25 novembre dello scorso anno, all’età di 60 anni, nella costernazione del mondo intero.

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