In un anno la statua è effettivamente finita e pronta per la cappella del cardinale Bilhères

ACCADDE OGGI 26 AGOSTO 1498: MICHELANGELO FIRMA IL CONTRATTO PER LA REALIZZAZIONE DELLA “PIETÀ”

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«[…] non pensi mai, scultore né artefice raro, potere aggiungere di disegno né di grazia, né con fatica poter mai di finezza, pulitezza e di straforare il marmo tanto con arte, quanto Michelagnolo vi fece, perché si scorge in quella [la Pietà] tutto il valore et il potere dell’arte» Giorgio Vasari

Per prestigio e qualità espressiva la “Pietà” di Michelangelo è probabilmente l’equivalente nell’arte della scultura di quanto la “Gioconda” lo è nella pittura.
Michelangelo Buonarroti (1475-1564) arriva per la prima volta a Roma il 25 giugno 1496, all’età di ventuno anni e presto il cardinale francese Jean de Bilhères (1436 circa – 1499), che svolgeva anche l’incarico di ambasciatore del re francese Carlo VIII di Valois, gli commissiona la realizzazione della “Pietà”. Come può essere che un giovane artista pressoché sconosciuto conquisti la fiducia di un potente prelato? Accade perché a sua volta il giovane Michelangelo si era guadagnato la fiducia illimitata del ricchissimo e potente banchiere Jacopo Galli, amico di regnanti e alti prelati. Galli non soltanto ospita per due anni Michelangelo in una sua casa romana ma sarà anche suo mentore e protettore, introducendolo nelle più prestigiose famiglie di Roma. L’opera, commissionata nel 1497, un anno prima della formalizzazione scritta, era probabilmente destinata alla cappella funebre del cardinale-ambasciatore. Per l’incarico viene pattuito un compenso di 500 ducati di cui oltre 150 anticipati; ricevuto l’anticipo Michelangelo parte per le cave di Carrara per scegliere il blocco di marmo destinato alla celeberrima scultura. Al rientro a Roma, il 26 agosto di 523 anni fa, viene sottoscritto l’atto formale di committenza; termini di consegna: un anno.
Nel 1499 la statua è effettivamente finita e pronta per la cappella del cardinale Bilhères. Appena l’opera diviene visibile suscita grandissima ammirazione, malgrado l’autore fosse ancora un artista sconosciuto. Secondo alcune fonti Michelangelo si decide a firmare il capolavoro ad opera conclusa e consegnata avendo ascoltato due ammiratori attribuire l’opera ad uno scultore lombardo.
Diciassette anni dopo, sul finire del 1516, “La Pietà” viene traslata nella Basilica di San Pietro; da allora subirà diversi ulteriori spostamenti all’interno della basilica. La collocazione attuale, nella prima cappella a destra della navata, è quella del 1749. Il 1736 è l’anno del suo primo restauro alle dita della mano destra di Maria.
Nel 1964 La Pietà viene prestata all’Esposizione Universale di New York.
Il giorno della Pentecoste (21 maggio) del 1972 l’opera subisce un atto vandalico da parte di un australiano che, al grido “Io sono Gesù Cristo risorto dai morti”, colpisce con quindici martellate frantumando il gomito sinistro e sfigurando parte del volto di Maria prima di essere bloccato. Fortunatamente, grazie ad un’abilissima opera di restauro, effettuata anche utilizzando i frammenti originali, le parti lese vengono ricostruite e l’opera restituita al suo fascino originario.

Nella sua vita Michelangelo realizzerà altre “Pietà”, tra cui l’affascinante e enigmatica “Pietà rondaninni”.

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