ACCADDE OGGI 26 GENNAIO 1926: L’INVENTORE SCOZZESE JOHN LOGIE BAIRD EFFETTUA LA PRIMA TRASMISSIONE TELEVISIVA SPERIMENTALE DELLA STORIA

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Negli anni ’20 il cinematografo, inventato a fine Ottocento dai fratelli Lumière, godeva di grande successo di pubblico ma qualcuno andava oltre e pensava alla possibilità non soltanto di riprendere, impressionare e proiettare immagini in movimento ma anche di trasmetterle a distanza in tempo reale utilizzando cavi elettrici o la recente invenzione della radio effettuata da Guglielmo Marconi.
Era evidente a tutti come, per far funzionare un sistema del genere, l’immagine impressionata su una pellicola risultasse poco funzionale in quanto richiedeva tempi lunghi per lo sviluppo, stampa e trasporto.

La soluzione al problema del differimento tra ripresa e riproduzione delle immagini poteva venire soltanto attraverso un procedimento di registrazione in tempo reale su un supporto e l’immediata trasmissione ad un dispositivo in grado di invertire il procedimento: riprodurre in tempo reale le immagini ricevute.
In quegli anni i sistemi più veloci e pratici per inviare segnali a distanza erano la corrente elettrica e le onde radio. Oggi, a quei sistemi abbiamo aggiunto la fibra ottica.
A quanti, agli albori del Novecento si stavano applicando a un progetto di questo tipo Il primo elemento utilizzabile parve l’idea di “occhio artificiale” concepita dai fratelli tedeschi naturalizzati britannici Carl Wilhelm e Werner Siemens, fondata sulle straordinarie proprietà del selenio, un materiale che quando viene colpito dalla luce produce una piccola corrente elettrica. Il selenio sembrava il candidato perfetto per catturare immagini, convertirle in corrente elettrica e inviare questa ad un utilizzatore ubicato altrove.
Un fattore incoraggiante in questa direzione proveniva da un’altra recente invenzione: i dispositivi di amplificazione delle correnti elettriche, capaci di dilatare la possibilità di sfruttamento delle deboli correnti generate dal selenio e utilizzarle per inviare segnali più robusti.
A questo punto mancava soltanto qualcuno in grado di mettere insieme tutte queste invenzioni per produrre un’apparecchiatura completa capace di “guardare” un oggetto in movimento, trasformare le immagini osservate in corrente elettrica, inviare tale corrente altrove e qui riprodurre le immagini in movimento.
Ovviamente il resto e il meglio ce lo mette il cervello umano il quale, a partire da singoli fotogrammi presentati in rapida successione, elabora la percezione del movimento.
La persona che sarà in grado di dare forma unitaria a questa catena di scoperte maturate a cavallo fra il 19° e il 20° secolo è il 37-enne geniale inventore scozzese John Logie Baird (1888-1946) che nel 1925 era già al lavoro nel suo laboratorio di Linton Crescent, presso Leeds, nel west Yorkshire, nella Gran Bretagna centrale.
Ai tempi di Baird il tubo catodico ancora non c’era, c’era però il rudimentale ma ingegnoso “disco di Nipkow”, realizzato nel 1883 dall’inventore tedesco Paul Julius Gottlieb Nipkow, in sostanza il primo scansionatore della storia, costituito da un disco rotante a velocità costante recante dei fori disposti regolarmente su una linea spirale che dal centro procede verso l’esterno. Facendo ruotare il disco davanti ad un oggetto in movimento sufficientemente illuminato i fori “analizzano” le immagini e la luce passante attraverso i fori medesimi diviene l’informazione luminosa relativa a quanto sta accadendo davanti al disco.
La luce in uscita, raccolta da dispositivi al selenio viene trasformata in corrente elettrica la quale, dopo essere stata opportunamente amplificata, è convertita in un segnale radio diretto ad una stazione ricevente. In tutti questi passaggi viene conservata una parte cospicua dell’informazione visiva iniziale raccolta.
Nella stazione ricevente un secondo disco ruota con velocità sincrona davanti ad una sorgente al neon che proietta una luce standard, lasciando passare un flusso luminoso modulato dai fori il quale, proiettato su uno schermo, riproduce le immagini catturate dal primo disco.
Per effetto dell’impiego di dischi rotanti il sistema di Baird è stato definito “elettromeccanico”.
Il primo esperimento di questo incredibile dispositivo viene effettuato direttamente nel suo laboratorio di Linton Crescent; l’oggetto ripreso dal primo disco di Nipkow è il viso di un suo assistente, William Taynton; la riproduzione e visualizzazione sono effettuate in una stanza vicina. Malgrado la scarsa capacità della scansione e le poche gradazioni di grigi le immagini e i movimenti risultano abbastanza intellegibili; questo vuol dire che il sistema era in grado di restituire l’informazione essenziale degli oggetti ripresi.
Il 26 gennaio di 96 anni fa Baird ripete con successo l’esperimento davanti agli scienziati della Royal Institution; è questo il giorno dell’esordio ufficiale dell’era della televisione.

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