ACCADDE OGGI 26 NOVEMBRE 1864: INIZIA L’AVVENTURA EDITORIALE DEL CAPOLAVORO DI LEWIS CARROLL: “ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE”

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Si può sostenere che “Pinocchio” (1881-1882) sia la variante italiana di “Alice”? Difficile dirlo: quanto più Alice è sublime, delicata e morbidamente surreale tanto più Pinocchio è sciagurato, irriverente e cerca-guai.
Pinocchio sconta e riscatta la propria diversità in un mondo precario popolato da figure losche, redento da grilli, balene e dalla leggiadra fragilità della fatina dai capelli turchini. Alice preferisce invece scandagliare l’altrove. Ma entrambi praticano l’antico format del viaggio di formazione, quello di Ulisse, Enea e Dante, giunto sino a Goethe e Joyce.
Alice e Pinocchio amano spingersi nella geografia della fantasia libera e le loro storie sono gallerie di personaggi e situazioni incredibilmente possibili per chi sia disposto a seguirli nei sentieri dell’universo parallelo della creatività. Come (non) tutti sanno non c’è niente di meglio della fantasia per comprendere la realtà e del “nonsense” per prendere le giuste misure e la giusta distanza dalle cose.

L’elaborazione di “Alice in Wonderland” è lunga e complessa e impegnerà l’autore per molto tempo.
Lewis Carroll è in realtà lo pseudonimo del matematico, scrittore, fotografo e prete anglicano Charles Lutwidge Dodgson (1832-1898) e si racconta che la sua prima versione sia stato un racconto orale del 1862 improvvisato per intrattenere le tre giovani figlie di Henry Liddell, un importante funzionario dell’Università di Oxford, durante una gita in barca sul Tamigi. Le tre bambine restano talmente incantate dal racconto che in Lewis alias Charles comincia a lampeggiare l’idea di una versione scritta; sembra che sia stata proprio la piccola Alice Liddell (10 anni) a richiederne una storia scritta e sarà proprio lei a supervisionare il primo manoscritto.

Dal giorno successivo Lewis Carroll inizia a elaborare il testo che sottoporrà a molti cambiamenti e aggiunte e per rendere più credibili i suoi incredibili personaggi animali si mette a studiare le scienze naturali e contatta l’importante pittore, illustratore e caricaturista britannico John Tenniel (1820-1914) per incoraggiare i suoi giovanissimi lettori a pedinare le trame della narrazione con immagini fascinose.
Per migliorare la struttura narrativa il pignolo Lewis fa leggere il manoscritto ad alcuni bambini tra cui i figli dello scrittore e poeta George MacDonald (1824-1905), conosciuto anche in Italia per essere vissuto per diversi anni in Liguria.
Il 26 novembre di 157 anni fa Carroll è pronto per far leggere ad Alice Liddell il suo primo manoscritto ed è questa la data convenzionalmente adottata quale inizio della fortunata avventura editoriale del suo capolavoro.
Il manoscritto porta il titolo “Alice’s Adventures Under Ground” (le avventure di Alice sottoterra) perché il magico mondo di Alice è un luminoso mondo sotterraneo e la bambina vi accede seguendo uno strano coniglio bianco (White Rabbit), ovviamente parlante, che abita in una tana arredata con quadri e carte geografiche che invece di stare alle pareti sono appese con mollette da bucato. Ma questo non è che l’inizio di un itinerario fantastico popolato di personaggi e luoghi incredibili che tuttavia la narrazione di Carroll rende estremamente vividi, colorati e intensamente attendibili.
Ma mentre ricerca riscontri Carroll continua a lavorare sul testo e molte parti di quel primo format saranno riscritte, incluso il titolo che diventerà “Alice’s Adventures in Wonderland” (Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie). Altre parti saranno aggiunte ma, sfortunatamente, quel primo manoscritto è andato perduto.

La pubblicazione avviene nel 1865, tre anni dopo la passeggiata in barca sul Tamigi, presso la casa editrice scozzese Macmillan Publisher Ltd (1843), la medesima di Kipling, Tagore, Keynes e molti altri importanti autori.
L’edizione italiana è del 1872, presso Ermanno Loescher, con la traduzione di Teodorico Pietrocola Rossetti.
Pinocchio comincerà ad uscire a puntate nove anni dopo, nell’81.
Nella galleria dei personaggi spicca il “Cappellaio Matto”, meravigliosamente interpretato da Johnny Depp nel film “Alice in Wonderland” del 2010, diretto da Tim Burton.
Le trasposizioni cinematografiche succedutesi nel tempo sono innumerevoli, tra cui la celebre versione animata del 1951 della Disney.


“White Rabbit” è anche il titolo di un brano del gruppo rock californiano “Jefferson Airplane”, stupendamente reso dalla potente progressione vocale di Grace Slick.
Ma il libro ispirerà anche fumetti, videogiochi e persino matematici e antropologi.

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