ACCADDE OGGI 26 SETTEMBRE 1927: NASCE ENZO BEARZOT, L’ALLENATORE CHE GUIDÒ LA NAZIONALE ITALIANA ALLA CONQUISTA DEL CAMPIONATO MONDIALE DEL 1982

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Niente del giovane Enzo Bearzot poteva far immaginare per lui un futuro da eroe nazionale.
Nato ad Aiello del Friuli il 26 settembre di 94 anni fa si appassiona sin da ragazzo al pallone ma viene ostacolato dai genitori che aspirano per lui ad un futuro da medico. Per di più Enzo è un bravo studente liceale.
Ma il destino ha in serbo per lui ben altra carriera: durante un torneo calcistico scolastico viene notato da un osservatore del Pro Gorizia, allora in serie B, che gli procura un contratto. La carriera sportiva e lo scoppio della guerra faranno di lui un medico mancato.
Dopo la guerra gioca due campionati (1946-1947 e 1947-1948) nel Pro Gorizia per passare poi all’Inter, la sua squadra del cuore.

Nel 1948 conosce la diciassettenne Luisa Crippa che le cronache definiscono una “bella ragazza”; i due si innamorano e si sposano.
Il suo ruolo, difensore e mediano, un carattere friulano schivo e da gran lavoratore costante faranno di lui un discreto giocatore dotato di rendimento continuo ed affidabile senza tuttavia finire mai sotto i riflettori riservati alle grandi star del pallone. Nessuno nota che mentre gioca in difesa apprende come pochi le dinamiche del calcio e come si guadagnano i risultati sul campo col sudore, l’impegno e il carattere.

A fine carriera totalizzerà 251 partite in serie A.
Nel 1964, all’età di 37 anni, intraprende la carriera di allenatore, prima al Torino, dove resta per tre anni (1964 – 1967), poi al Prato (1968 – 1969); nel 1969 la svolta: diviene commissario tecnico dell’Italia under 23, dove resterà fino al 1975. Dal 1975 diviene CT dell’Italia maggiore.
Ai tempi di Enzo Bearzot l’impiego dei giocatori stranieri era meno diffuso rispetto a oggi e le nazionali funzionavano secondo lo schema del “blocco”, ossia un pacchetto di giocatori prelevato direttamente da una squadra leader del campionato italiano di serie A, integrato poi con calciatori scelti tra le altre squadre; così abbiamo avuto i blocchi interista, juventino, milanista etc. Questo facilitava molto il lavoro dei CT perché potevano contare su un gruppo già coeso e ben collaudato ma poneva problemi per l’inserimento degli altri giocatori. Il merito maggiore di Bearzot è quello di aver saputo ottimizzare l’integrazione dell’allora fortissimo blocco juventino con giocatori di valore assoluto, come la funambolica mezza punta romanista Bruno Conti, l’agile attaccante interista Alessandro “Spillo” Altobelli e la straordinaria mobilità di Francesco “Ciccio” Graziani. Sarà questa la chiave della magica vittoria mondiale dell’11 luglio 1982 su compagini temutissime come quella brasiliana (favorita del torneo), argentina (detentrice in carica) e tedesca (occidentale), dove brillava la stella Rummenigge.
La qualificazione e le fasi iniziali del “mundial” spagnolo non sono brillantissime e questo attira le critiche su Enzo Bearzot; critiche che si aggiungono a quelle per avere preferito, per il ruolo di centravanti, Paolo Rossi al capocannoniere in carica Roberto Pruzzo. Ma dopo una partenza lenta l’Italia migliora strada facendo esprimendo un gioco sempre più efficace e bello; in più Paolo Rossi e Bruno Conti raggiungono una condizione atletica splendida che li renderà praticamente immarcabili. La finale, giocata allo stadio “Santiago Bernabéu” di Madrid, consacra gli azzurri campioni del mondo con un sonoro 3-1 sui tedeschi. Persino i “Rolling stones” omaggeranno i campioni italiani.
La vittoria spagnola consegnerà a Bearzot il più lungo curriculum di CT, con 104 panchine azzurre, record assoluto, davanti al mitologico Vittorio Pozzo (1886-1968), che ne aveva collezionate 97.

La sua ultima panchina è quella del 18 giugno 1986.
I suoi meriti sportivi gli varranno il titolo di “Grande Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana”, il più alto riconoscimento del nostro stato e la “Palma d’oro al Merito Tecnico”, la più alta onorificenza del CONI e un numero imprecisato di citazioni in canzoni e libri.
Enzo Bearzot muore il 21 dicembre 2010 all’età di 83 anni.

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