ACCADDE OGGI 27 APRILE 1981: INIZIA LA COMMERCIALIZZAZIONE DEL MOUSE

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Il topo informatico ha due vite. La prima vita inizia nel 1967 con l’invenzione e relativo brevetto, da parte dell’ingegnere USA Douglas C. Engelbart (1925-2013), della celebre periferica. Malgrado l’ambiente digitale, il mouse deve il suo straordinario successo ad un principio analogico: la capacità di correlare i movimenti bidimensionali del puntatore sullo schermo a quelli, altrettanto bidimensionali, di un dispositivo mobile palmare su un’altra superficie: quella del tavolo, eventualmente con la mediazione di un tappetino. Una grande semplificazione e un grande progresso nell’interfaccia uomo-computer. Da quel momento un elevato numero di funzionalità digitali potranno essere attivate, disabilitate o modulate con un semplice movimento della mano; al punto che l’espressione “con un clic” è diventata sinonimo di semplicità e intuitività.
Ma negli anni ’60-’70 il computer non è ancora uno strumento di massa e per fare del “topo” un prodotto commerciale bisognerà attendere 14 anni, il 27 aprile di 41 anni fa. È in quel giorno che inizia la sua seconda vita; la location è lo Xerox PARC dove PARC non sta per “parco” ma è l’acronimo di Palo Alto Research Center, il centro di ricerca della Xerox, la famosa azienda produttrice di stampanti e fotocopiatrici,
nella città californiana di Palo Alto, epicentro della celeberrima Silicon Valley, dove si concentrano i maggiori laboratori di ricerca mondiali; non soltanto nel digitale.
La Xerox è specializzata in stampanti e fotocopiatrici ma in quell’occasione la casa statunitense presenta al pubblico il personal computer “Xerox Star”, equipaggiato con l’utilissima periferica ed è quella la data convenzionalmente adottata da cui decorre l’impiego massivo del topo di plastica dalla lunga coda elettrica. Nome che è rimasto anche dopo la sostituzione del cavo con la connessione wireless.

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