ACCADDE OGGI 28 APRILE 1937: NASCE GIACOMO RIZZOLATTI, L’ACCADEMICO ITALIANO CHE CAMBIERÀ LA STORIA DELLE NEUROSCIENZE

153

Curiosa storia quella della famiglia Rizzolatti: il bisnonno emigra a Kiev a fine ‘800, il tempo in cui su tutte le Russie impera lo zar ma quando, il 28 aprile di 85 anni fa, Giacomo viene al mondo l’intera famiglia è espulsa dall’Unione Sovietica e rimpatriata in Italia a Clauzetto, nel Friuli, paese d’origine del bisnonno. Questo fa di Giacomo un duplice emigrato, all’estero e in patria.
Ma il giovanissimo Giacomo è di tempra solida e si guadagna sul campo il diritto di cittadinanza: si diploma al liceo classico di Udine e nel 1961 si laurea in Medicina e Chirurgia nella prestigiosa università di Padova, quella dove, nel ‘600, aveva insegnato Galileo Galilei, l’inventore della scienza moderna.

Nel ’64 consegue la specializzazione in neurologia e intraprende la carriera accademica; per tre anni lavora all’Istituto di Fisiologia dell’Università di Pisa; nel ’67 passa all’Università di Parma dove diviene Ordinario di Fisiologia (“ordinario” è la qualifica dei professori universitari di ruolo derivante dall’antica tradizione per la quale i docenti universitari erano obbligati a prendere gli “ordini” religiosi).

Le “Neuroscienze” costituiscono un campo di ricerca recente e l’elevata sofisticazione di tale campo può essere opportunamente semplificata tramite la formula “scienze del cervello”, anche se talvolta si ha l’impressione che costituiscano piuttosto le “scienze del neurone”, essendo il cervello umano costituito da circa cento miliardi di neuroni e il neurone (ossia la cellula nervosa) l’attore fondamentale di questo complesso prodigioso organo, alla base dell’aggettivo che compare nella nostra denominazione scientifica (“Homo sapiens”).
In realtà la qualifica di “attore principale” non è del tutto esatta perché accanto ai neuroni figurano altrettante cellule, denominate “gliali” o “della glia”, responsabili di fondamentali funzioni di supporto e modulazione.
È certo tuttavia che il neurone sia dotato di due straordinarie facoltà: la prima consiste nella capacità di agire, tramite i nervi, da remoto, modificando praticamente in tempo reale il comportamento di altre cellule distanti (come le cellule muscolari); più o meno come noi, pigiando un bottone accendiamo una luce lontana o ricevendo i segnali provenienti dagli organi sensoriali (tatto, vista, udito etc.); la seconda importante facoltà è quella di formare reti di molti neuroni coordinati insieme.

I neuroscienziati impiegano la parola “attivazione” per designare l’entrata in funzione di un neurone e nel tempo hanno messo a punto strumenti sempre più sofisticati e sempre meno invasivi capaci di rilevare l’attivazione dei neuroni; cosa che permette di dare evidenza alle correlazioni fra specifiche attività (come mettere in movimento una mano) o specifici stimoli (come una sollecitazione dolorosa) e i neuroni direttamente implicati con i predetti stimoli o attività.

Durante la sua permanenza all’Università di Parma Giacomo Rizzolatti studia questo genere di correlazioni ed effettua una scoperta che costituisce uno dei momenti più esaltanti della fase giovanile delle neuroscienze: la scoperta dei celebri “neuroni-specchio” (mirror neurons).
I neuroni-specchio sono una particolare classe di neuroni dotati di una capacità peculiare: diversamente dai neuroni (diciamo) normali si attivano sia quando compiamo una particolare azione motoria sia quando guardiamo un altro compiere quella medesima azione; per questo li chiamano così: è come se in loro si rispecchiassero le azioni fatte da altri.
Una scoperta che avrebbe meritato il Premio Nobel; sfortunatamente non tutti comprendono l’importanza di questa classe di neuroni.
Come svariate altre scoperte scientifiche anche quella dei neuroni specchio è un caso di “serendipità”, che consiste nello scoprire e comprendere un fenomeno inatteso mentre se ne sta indagando un altro.
Casi storici di scoperte per serendipità sono stati la scoperta dell’America (Colombo andava alla ricerca delle Indie) e della penicillina.
I neuroscienziati del gruppo coordinato da Rizzolatti (Luciano Fadiga, Leonardo Fogassi, Vittorio Gallese e Giuseppe Di Pellegrino) con strumenti allora all’avanguardia stavano studiando l’attivazione dei neuroni responsabili del controllo motorio della mano di un macaco quando si accorgono che, anche restando perfettamente immobile, diversi di quei neuroni si attivavano quando l’animale vedeva uno sperimentatore prendere con la mano una banana. Il primo pensiero dei neuroscienziati è quello di un errore degli strumenti di rilevazione ma, dopo vari controlli e la ripetizione delle osservazioni si conferma l’osservazione primaria: effettivamente alcuni neuroni correlati al movimento della presa della banana si attivano anche quando il macaco, perfettamente fermo, osserva un altro compiere quel particolare movimento.
Studi successivi confermeranno che i neuroni specchio sono molto sviluppati nell’uomo e hanno un ruolo importante nella codifica, decodifica e nella comprensione delle azioni altrui.
È di particolare interesse sottolineare che la comprensione riguarda sia le singole sequenze che lo scopo globale dell’azione; ciò significa che movimenti simili sono interpretati in modo diverso se gli scopi sono diversi; ad esempio afferrare per mangiare o afferrare per spostare implicano l’attivazione di sistemi di neuroni specchio diversi.
I neuroni specchio ci permettono anche di prevedere gli effetti di un determinato modello motorio. Ragionando in termini più generali si direbbe che gli uomini si siano evoluti condividendo un medesimo spazio d’azione comune (una “kinesiosfera”) entro il quale le persone interagiscono in un modo non molto diverso da come i parlanti comunicano all’interno di un comune spazio linguistico.
Studi successivi mostreranno che il “meccanismo specchio” compare anche in funzioni non motorie, come nel caso dell’empatia; la funzione che ci permette di “sentire” come nostri gli stati emozionali altrui.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui