La miccia è lo storico attentato nella città bosniaca di Sarajevo

ACCADDE OGGI – 28 LUGLIO 1914: SCOPPIA LA PRIMA GUERRA MONDIALE

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Nei primi decenni del ‘900 l’Europa era ancora il centro della geopolitica mondiale e, come in molte altre fasi storiche, era divisa in due blocchi contrapposti di carattere militare: la “Triplice alleanza”, un patto difensivo stipulato a Vienna il 20 maggio 1882 da Impero germanico, Impero austro-ungarico (detti anche “imperi centrali”) e Regno d’Italia, cui si aggiunge più tardi anche l’Impero ottomano e la “Triplice intesa” che legava Gran Bretagna, Francia e Russia, dove la Gran Bretagna, fortemente preoccupata per la poderosa corsa agli armamenti della Germania, in deroga al suo celebre “splendido isolamento”, esercitava il ruolo di attore principale, sul piano diplomatico e su quello militare.
La miccia che fa deflagrare questo instabile equilibrio politico-militare è lo storico attentato nella città bosniaca di Sarajevo nel quale, il 28 giugno 1914, lo studente nazionalista serbo-bosniaco Gavrilo Princip assassina l’arciduca d’Austria Francesco Ferdinando, erede al trono dell’Austria-Ungheria e sua moglie Sofia, in visita di stato in Bosnia.

L’Austria-Ungheria accusa la Serbia di essere dietro l’attentato e, poche settimane dopo, invia allo stato slavo un durissimo ultimatum cui tuttavia la Serbia corrisponde solo in parte; il 28 luglio 1914 l’Austria-Ungheria dichiara guerra alla Serbia ed è questa la data ufficiale che gli storici considerano come l’inizio della prima guerra mondiale. La Serbia era infatti in stretti rapporti con la Russia e questo determina la reazione a catena che coinvolge rapidamente i due blocchi in quella che allora si credeva dovesse essere una guerra-lampo.
L’Italia, divisa fra interventisti e neutralisti, per un anno si tiene prudentemente fuori dal conflitto ma intraprende un’intensa azione diplomatica segreta su entrambi i fronti cercando di lucrare vantaggi politici e territoriali. Alla fine sottoscrive segretamente il “patto di Londra” in cui si impegna a scendere in guerra dalla parte dell’Intesa in cambio di consistenti promesse territoriali a vittoria ottenuta, anche in territorio jugoslavo; promesse che, a fine conflitto, verranno clamorosamente non mantenute. Il 24 maggio 1915 l’Italia dichiara guerra all’Austria-Ungheria.

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