ACCADDE OGGI – 29 LUGLIO 1900: UMBERTO I DI SAVOIA MUORE A MONZA

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Figlio di Vittorio Emanuele II, il leggendario re del Risorgimento italiano e dell’unità della nazione, “Umberto Rainerio Carlo Vittorio Emanuele Giovanni Maria Ferdinando Eugenio di Savoia” si sarebbe dovuto chiamare almeno Umberto II perché Umberto è un nome frequente nella linea di successione di casa Savoia, a cominciare dall’antenato Umberto Biancamano di Savoia, vissuto a cavallo dell’anno 1000.
Sul piano storiografico Umberto I emerge come figura controversa: è riformatore del codice penale e favorisce l’abolizione della pena di morte ma è stato anche rigido conservatore e persino coinvolto nel celebre scandalo della “Banca Romana” di fine ‘900 per aver trasferito all’estero una grossa somma, secondo molti destinata al mantenimento delle sue amanti, tra cui spiccava la bella duchessa Eugenia Litta, di sette anni più grande di lui. Quello che gli attira i risentimenti popolari è però l’appoggio alla sanguinosa repressione del generale Fiorenzo Bava Beccaris dei moti popolari del 1898, scoppiati a Milano e in altre città del nord, per effetto dell’introduzione della tristemente famosa “tassa sul macinato”, dell’aumento del prezzo del pane e del peggioramento generalizzato delle condizioni dei lavoratori; repressione che vale al generale l’appellativo di “feroce monarchico Bava”. Un appoggio dichiarato che è all’origine di vari attentati di cui l’ultimo fatale.
Nato a Torino il 14 marzo 1844, intraprende presto la carriera militare e a 18 anni inizia la lunga relazione sentimentale con la citata duchessa Eugenia Litta, ben sapendo di essere tuttavia destinato, come era in uso nelle case regnanti europee dell’epoca, ad un matrimonio politico. Infatti il matrimonio di stato viene organizzato presto ma la moglie designata, l’arciduchessa Matilde D’Asburgo, muore in un incidente che ha dell’incredibile: ustionata nell’incendio del suo grande abito, sembra innescato da una sigaretta. La scelta cade allora sulla cugina, la 17-enne principessa Margherita di Savoia (quella cui è dedicata la celebre pizza). Di lei scriverà più tardi il giornalista-scrittore Indro Montanelli: “Era una vera e seria professionista del trono, e gl’italiani lo sentirono. Essi compresero che, anche se non avessero avuto un gran re, avrebbero avuto una grande regina”.
Il matrimonio avviene il 22 aprile 1868, quando sul trono sedeva ancora il padre Vittorio Emanuele II. Malgrado il nuovo status matrimoniale, come era in uso allora, Umberto I mantiene la relazione sentimentale con la duchessa Eugenia Litta, non senza imbarazzanti contrasti e compromessi.
Umberto diviene re d’Italia il 9 gennaio 1878, alla morte del padre Vittorio Emanuele II.
Il 4 novembre dello stesso anno, a Bologna, la coppia reale incontra il poeta Giosuè Carducci il quale, pur di idee repubblicane, dedica a Margherita di Savoia l’ode “Alla regina d’Italia”. Dodici giorni dopo, alla stazione di Foggia, un oscuro personaggio, Alberigo Altieri, cerca, senza riuscirvi, di aggredire il re; il giorno successivo, a Napoli va a vuoto una nuova aggressione da parte dell’anarchico Giovanni Passannante. L’evento porterà alla condanna di vari anarchici ed all’arresto del poeta Giovanni Pascoli, per aver pubblicamente protestato contro queste condanne.
Il 22 aprile 1897 Umberto subisce un nuovo attentato di matrice anarchica ma ne esce illeso.
L’attentato fatale ha luogo a Monza il 29 luglio 1900 da parte dell’anarchico pratese Gaetano Bresci, questa volta armato di una pistola a cinque colpi. Alle 22:30 Bresci riesce ad avvicinarsi alla carrozza reale e a esplodere tre colpi che causano la morte istantanea di Umberto.

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