ACCADDE OGGI 29 OTTOBRE 1945: A NEW YORK INIZIA LA COMMERCIALIZZAZIONE DELLA PENNA A SFERA, LO STRUMENTO CHE RIVOLUZIONERA’ IL MODO DI SCRIVERE

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La più importante invenzione dell’umanità, la scrittura, risale a 5000 anni fa ed è avvenuta in Mesopotamia ad opera dei Sumeri. L’invenzione consisteva in una serie di simboli combinabili rappresentativi delle varie modulazioni della voce umana. All’inizio la scrittura viene prodotta incidendo i simboli in serie su tavole di argilla fresca che poi venivano cotte solidificando e conservando in tal modo la traccia grafica.
L’invenzione è di tale importanza che gli storici suddividono l’intera cronologia umana nei macro-periodi della “preistoria” e della “storia” impiegando come termine di separazione proprio l’invenzione della scrittura con la conseguente comparsa di fonti documentali scritte.
Il problema sta nel fatto che l’impiego della scrittura avviene in tempi diversi fra le varie civiltà; in America, ad esempio, la scrittura compare solo nel 600 a.C. nell’area dove oggi c’è il Messico.

Più tardi il metodo dell’incisione verrà aggiornato mediante il rivoluzionario sistema di scrittura consistente nel disegnare i simboli grafici mediante una sottile scia di pigmento su una superficie assorbente procedendo da sinistra a destra.

Inizialmente, in occidente, la tecnica più diffusa è quella che fa uso del “calamo”, un segmento di canna con un’estremità appuntita che permetteva di tracciare una nitida linea sottile di pigmento e dalla “pergamena”, una superficie membranosa sottile ottenuta dalla pelle d’agnello, in grado di conservare a lungo la traccia. Nella civiltà egizia, in luogo della pergamena è utilizzato il “papiro”, una superficie di scrittura ottenuta dal trattamento delle fibre di una pianta acquatica abbondante presso il Nilo; in sostanza il precursore della carta. La vera carta verrà inventata in Cina agli inizi del 2° secolo d.C. e da lì si diffonderà in tutto il mondo.
A partire dal 6° secolo d.C. al calamo si sostituisce la “penna d’oca”, che permette di ottenere un segno ancora più chiaro e disegni di pregio.

L’uso del calamo e della penna implica ovviamente l’impiego dell’inchiostro: una soluzione acquosa o oleosa a base di coloranti, contenuta in un recipiente, il “calamaio”, entro il quale occorre intingere periodicamente la punta della penna.
L’invenzione della stampa a caratteri mobili, prima in Cina (1041) poi in Europa (1454) da parte del tedesco Johannes Gutemberg non ferma la scrittura manuale e col tempo la produzione e la commercializzazione della penna d’oca diverrà un’importante industria a livello mondiale.
Ma l’impiego di penna e calamaio non è esente da problemi e si hanno notizie risalenti al 953 d.C. di un importante Imam d’Egitto che chiede ai suoi sottoposti di preparargli una penna che non macchiasse mani e abiti; l’Imam viene accontentato con un cilindro contenente un serbatoio d’inchiostro che, per gravità, alimenta una punta di penna sottostante ma non ci sono certezze che sia quella la prima stilografica della storia.
Dal momento che Leonardo da Vinci (1452-1519) ha lasciato disegni che rappresentano una penna dotata di serbatoio e che i suoi codici sono scritti con una regolarità e pulizia molto difficili da ottenere con la penna d’oca tradizionale diversi studiosi ritengono che lo scienziato e artista fiorentino abbia effettivamente messo a punto uno strumento di scrittura molto avanzato.

È dalla fine del ‘700 che cominciano a comparire le prime moderne penne stilografiche dotate di serbatoio d’inchiostro che alimenta un pennino metallico sottostante e i primi brevetti.
Ma la ricerca non si ferma e nel 1888 un fabbricante di pelli britannico brevetta una penna meccanica con serbatoio che al posto del pennino ha una sfera la quale, ruotando per effetto dello scorrimento sulla superficie di scrittura, si bagna dell’inchiostro discendente dal serbatoio superiore e lo trasferisce alla superficie; ma la scia risulta ancora troppo grossolana e l’invenzione resta circoscritta alla segnatura delle pelli.
Nel ‘900 il giornalista ungherese László Bíró, stanco del complicato sistema di alimentazione e pulitura delle penne stilografiche sviluppa un’invenzione geniale quanto semplice: utilizza un inchiostro ad asciugatura rapida, già in uso nella stampa dei giornali e realizza una penna dotata di una sfera molto piccola; la penna di Bíró non sgocciola ed è in grado di rilasciare una scia di inchiostro nitida, continua e che asciuga rapidamente; depositerà il relativo brevetto il 15 giugno 1938 in Gran Bretagna.
Ma nel ’39 scoppia la seconda guerra mondiale e nel ‘41 Bíró, il fratello e l’amico Juan Jorge Meyne si rifugiano in Argentina dove depositano un nuovo brevetto e iniziano la produzione della loro “penna a sfera”; l’Argentina è quindi la nazione dove il rivoluzionario strumento di scrittura inizia a diffondersi. Gli inglesi impiegheranno la nuova penna ma solo nella loro aviazione perché in grado di scrivere anche ad alta quota.

Per la diffusione e l’impiego di massa occorre attendere la fine della guerra e il geniale senso degli affari degli americani: il 29 ottobre di 76 anni fa un Grande Magazzino di New York inizia la commercializzazione della nuova penna che in poco tempo si diffonderà anche fuori dagli USA, con grande sollievo degli alunni di tutto il mondo, felici di mandare in soffitta le vecchie penne da intingere nel calamaio e le moleste macchie sulla pagina bianca.

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