Il 3 giugno di 58 anni fa moriva Angelo Giuseppe Roncalli, il "Papa buono"

ACCADDE OGGI- 3 GIUGNO 1963: muore il Papa buono

246
Papa Angelo Giuseppe Roncalli

Angelo Giuseppe Roncalli nasce il 25 novembre del 1881 a Sotto il Monte (Sóta ’l Mut, in bergamasco stretto), un piccolo comune in provincia di Bergamo in una famiglia di mezzadri di 13 figli.

I genitori, Giovanni Battista e Marianna Mazzola, erano venuti dalla dura montagna scavata dal fiume Imagna in cerca di terra meno avara.

Come si vede il futuro papa Giovanni XXIII segna una netta discontinuità rispetto al titolato casato del suo nobile predecessore: Eugenio Maria Giuseppe Giovanni Pacelli; Pio XII.

Grazie al generoso contributo economico di uno zio, Angelo poté accedere e frequentare l’importante seminario minore di Bergamo dove, nel 17° secolo, aveva operato il cardinale Gregorio Barbarigo, parente di Marco Antonio Barbarigo, cui è intitolato il seminario di Montefiascone.

Durante la frequenza del seminario avviene la prima importante svolta nella biografia di Angelo Roncalli in direzione del soglio di S. Pietro: il 1° marzo 1896, a 15 anni, decide di entrare nel “terz’ordine francescano” (oggi “Ordine francescano secolare”, OFS), una comunità di laici cristiani che scelgono di vivere il Vangelo secondo gli insegnamenti di S. Francesco d’Assisi, codificati in una specifica “regola” approvata dalla Chiesa. Poco dopo ottiene una borsa di studio presso il seminario del collegio di S. Apollinare di Roma dove potrà completare gli studi seminarili. Ma nel 1901 viene coscritto e arruolato in un reggimento di fanteria di Bergamo.

Concluso l’intermezzo militare, il 10 agosto 1904 viene ordinato sacerdote nella chiesa di Santa Maria Montesanto, in Piazza del Popolo a Roma.

Nel 1905 rientra a Bergamo chiamato dal vescovo Giacomo Radini-Tedeschi, di cui diviene segretario particolare; sotto la guida di Radini-Tedeschi sviluppa e affina quella che diventerà il tratto identitario del suo pontificato: la sensibilità sociale. Ai tempi del giovane Roncalli vigeva ancora il celebre “non expedit” (non è conveniente); in sostanza il divieto, imposto dal Vaticano, per i cattolici di partecipare alle attività politiche del Regno d’Italia, incluse le elezioni politiche. A seguito di un’attenzione considerata un po’ troppo benevola per i lavoratori impegnati in uno sciopero nel comune di Ranica, Radini-Tedeschi e Roncalli vengono messi sotto accusa dalla Congregazione per la dottrina della fede (già “Santa inquisizione”, poi “Sant’Uffizio”; quello che nel Seicento condannò Galileo Galilei); ma ne vengono prosciolti.

Nel 1921, sotto il pontificato di papa Benedetto XV, ad Angelo Roncalli vengono conferiti l’alto riconoscimento di “prelato domestico” (oggi Prelato d’onore di Sua Santità) e la presidenza del Consiglio Nazionale Italiano dell’Opera della Propagazione della Fede.

L’anno successivo subentra il ventennio fascista ma le cronache raccontano di una certa freddezza di Angelo Roncalli nei confronti del nuovo regime. Di Mussolini ebbe a dire: “I suoi fini sono forse buoni e retti, ma i mezzi sono iniqui e contrari alla legge del Vangelo”.

Nel 1925 inizia una lunga serie di importanti e delicate missioni all’estero che lo portano in Bulgaria, in Turchia e in Francia.

Dopo il rientro in Italia, nel 1953 viene creato cardinale da papa Pio XII e nominato patriarca di Venezia.

Alla morte di Pio XII, il 28 ottobre 1958, al termine del conclave, non senza sorpresa, Roncalli viene eletto nuovo papa col nome di Giovanni XXIII.

Diversamente dalle descrizioni agiografiche che lo descrivono come un accomodante e bonario anziano il nuovo pontificato fu ricco di iniziative e sorprendenti cambiamenti: nominò il nuovo segretario di stato, carica vacante da 12 anni e creò ben 52 nuovi cardinali, il primo dei quali Giovanni Battista Montini, il suo futuro successore.

Intraprese anche un intenso percorso di avvicinamento verso le altre confessioni cristiane e non cristiane, tolse l’aggettivo “perfidi” conferito agli ebrei dalla preghiera “Pro Judaeis”.

Il 7 marzo 1963 ricevette in udienza Rada Chrusceva, figlia del segretario del partito comunista dell’Unione Sovietica, Nikita Chruscev.

La riforma più importante di papa Giovanni resta tuttavia il celeberrimo Concilio Vaticano II del 1962, quello che ci ha consegnato la chiesa rinnovata che conosciamo oggi.

Sul finire del 1962 Giovanni XXIII avverte le prime avvisaglie di un tumore allo stomaco; malgrado questo prosegue con instancabile continuità la sua intensa azione pastorale; il 23 maggio del 1963 è il giorno della sua ultima apparizione dal Palazzo Apostolico. Il 31 maggio il quadro clinico peggiora in modo drammatico;

alle 19:49 del 3 giugno, esattamente 58 anni fa, muore il “papa buono”.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui