ACCADDE OGGI 3 OTTOBRE 1839: A PORTICI VIENE INAUGURATA LA PRIMA LINEA FERROVIARIA ITALIANA

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Erano trascorsi 70 anni dal tempo in cui lo scozzese James Watt (1736-1819) aveva messo a punto l’invenzione del secolo, la celeberrima macchina a vapore, innescando quella che nei libri di storia sarà definita la “rivoluzione industriale”, quando in Italia, esattamente 182 anni fa, compare per la prima volta il prodotto più geniale di quella rivoluzione: la locomotiva a vapore; il mezzo di trasporto che, su un binario di ferro, poteva spostare carichi mai visti di merci e persone a velocità impensabili.
L’Italia di quel periodo non era unita ma ripartita in tre entità statali principali: a nord il Regno di Sardegna (che comprendeva Sardegna, Piemonte, la Savoia e Nizza) e il Lombardo-Veneto, dipendente dall’Impero austro-ungarico, al centro lo stato Pontificio e al sud il Regno delle due Sicilie, che comprendeva tutta l’Italia meridionale. Non può che sorprendere come un’invenzione tanto moderna sia stata introdotta non negli stati del nord, prossimi all’Europa centrale, ma nel sud, che la storiografia tradizionale descrive come estremamente arretrato e mal governato. Forse è il caso di rivedere meglio quei giudizi storici anche alla luce della circostanza che sempre “la storia la scrivono i vincitori”.
La formalizzazione del progetto risale a tre anni prima, al giugno 1836 ed aveva la natura di “convenzione”, ossia un accordo di rilevanza giuridica in cui il re Ferdinando II affida ad una società francese la realizzazione dell’impianto. La società francese era formata dal noto ingegnere progettista di ferrovie Armando Giuseppe Bayard de la Vingtrie, due suoi fratelli e l’ingegnere Fortunato de Vergès.
Il progetto prevedeva una linea a doppio binario tra Napoli e Nocera Inferiore con una diramazione verso Castellammare all’altezza di Torre Annunziata. Il tempo di costruzione era fissato in quattro anni.
Tuttavia il viaggio inaugurale viene anticipato all’ottobre del 1839 quando la stazione di Napoli non è ancora terminata; conseguentemente la partenza del viaggio inaugurale avverrà da Portici.
Il convoglio inaugurale comprendeva una locomotiva a vapore di fabbricazione inglese, la “Longridge”, per l’occasione ribattezzata “Vesuvio” e otto vagoni; in sostanza l’Airbus A380 di oggi.
La mattina del 2 ottobre 1839, a Portici (dove il re aveva una splendida villa), viene allestito il cerimoniale inaugurale con un padiglione decorato e un altare. Il re Ferdinando II conclude i vari discorsi di circostanza parlando in francese e augurandosi di realizzare presto una nuova linea trasversale in modo da congiungere i mari Tirreno e Adriatico.
Il corteo reale, formato da 48 alte personalità e 180 militari, compie quel viaggio inaugurale da Portici a Napoli. Nel solo mese successivo decine di migliaia di passeggeri sperimenteranno l’ebbrezza di quel viaggio futurista.
Per una volta il futuro passa per il sud.

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