ACCADDE OGGI 3 SETTEMBRE 1943: SECONDA GUERRA MONDIALE; A CASSIBILE UN EMISSARIO DEL GENERALE BADOGLIO FIRMA IN SEGRETO L’ARMISTIZIO

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Dopo i primi folgoranti successi tedeschi del 1939-1940 le cose cominciano a mettersi male per le forze dell’asse Roma-Berlino: la Royal Air Force vince la battaglia nei cieli d’Inghilterra contro l’aviazione tedesca, le truppe italo-tedesche vengono sconfitte e scacciate dal nord Africa e i russi fermano l’invasione italo-tedesca a Stalingrado dando inizio ad un’inesorabile controffensiva.
Ma il peggio deve ancora venire perché il 9 luglio del 1943 gli alleati anglo-americani danno luogo all’operazione “Husky”, il nome in codice dello sbarco in Sicilia e dieci giorni dopo bombardano pesantemente Roma. Ciò che appare incredibile è che sbarco e bombardamento avvengono senza incontrare la minima resistenza da parte delle forze dell’asse. Un bruttissimo risveglio per gli italiani cui la propaganda fascista aveva fatto credere in una gloriosa campagna di eroiche e vittoriose battaglie; anche il cibo comincia a scarseggiare.
Le ripercussioni politico-militari saranno catastrofiche: il 24 luglio 1943 il Gran Consiglio del Fascismo (massimo organo collegiale del regime) vota a maggioranza la sfiducia a Benito Mussolini; il giorno successivo il re Vittorio Emanuele III destituisce Mussolini, lo fa arrestare e nomina il generale Pietro Badoglio nuovo capo del governo. Si chiude così il ventennio fascista.
La prima mossa di Badoglio sarà quella di intavolare, in segreto e all’insaputa dei tedeschi, le trattative per un armistizio separato con gli alleati anglo-americani; affida ad un suo uomo di fiducia, il generale Giuseppe Castellano, la difficile missione di iniziare la trattativa con il comando alleato. Castellano parte in missione segreta per il neutrale Portogallo e con l’assistenza del console Franco Montanari (che parlava inglese) riesce ad incontrare a Lisbona rappresentanti del comando alleato, proponendo la resa italiana e la cessazione degli attacchi contro obiettivi in territorio italiano. Superate alcune iniziali diffidenze e incertezze – dovute anche a non del tutto armonici rapporti fra inglesi e americani – il comando alleato mostra una certa disponibilità a trattare l’armistizio separato.
Il 30 agosto 1943, dopo essere rientrato in Italia, Castellano riferisce a Badoglio sugli esiti dell’incontro di Lisbona; tra il 30 agosto e il 3 settembre Castellano fa due volte la spola tra Roma e Cassibile, la frazione di Siracusa dove si era convenuto di intavolare le trattative segrete fra il nuovo governo italiano e le forze alleate. Nel frattempo Badoglio, a Roma, cerca di fronteggiare i tedeschi, sempre più insospettiti e nervosi, avendo intuito le manovre italiane per il disimpegno unilaterale dal conflitto.
La trattativa comunque va avanti ma si impunta quando gli alleati chiedono una delega scritta espressa, firmata da Badoglio, che conferisce a Castellano pieni poteri di trattativa; segue una serie di frenetici scambi telegrafici tra Cassibile e Roma. Alla fine gli alleati accettano di negoziare con Castellano e alle 17.30 del 3 settembre di 78 anni fa il testo dell’armistizio viene sottoscritto da tutti i contraenti; appena in tempo per bloccare il decollo di 500 bombardieri pesanti in missione su Roma. È probabile tuttavia che la minaccia dell’attacco aereo sia stata in realtà la carta giocata dal generale Eisenhower per fare pressione sugli italiani.
La firma dell’armistizio verrà resa pubblica soltanto il successivo 8 settembre 1943, per dare modo ai Savoia e ai membri del governo di mettersi in salvo dalla prevista rappresaglia tedesca.
La guerra in Italia non finisce l’8 settembre ma continuerà sotto una diversa configurazione: anglo-americani e alcuni reparti dell’esercito italiano dal lato sud del fronte e nazisti e fascisti rimasti fedeli al vecchio patto dell’asse dal lato nord, con partigiani e insorti diffusi a macchie di leopardo su tutta la parte occupata dai nazi-fascisti.
Per la liberazione completa bisognerà attendere il 25 aprile del 1945.

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