ACCADDE OGGI – 31 LUGLIO 2003: MUORE IL FUMETTISTA GUIDO CREPAX, L’INVENTORE DI “VALENTINA”

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Siamo eternamente debitori verso gli americani per aver inventato la “Pop Art”, l’arte nuova che ha molto dilatato i possedimenti della creatività fino a includere forme espressive come il fumetto e il design industriale, altrimenti condannate alla marginalità e ai salotti chic.
Guido Crepas, nato a Milano il 15 luglio 1933, come già aveva fatto il padre Gilberto, importante violoncellista della Scala, apprezzato da Toscanini, muta la esse finale del suo vero cognome in “x”; nomen omen.
Mentre studia architettura mette precocemente in mostra il suo talento di disegnatore realizzando copertine per riviste e dischi, tra cui quella per il celebre “Nel blu dipinto di blu” di Domenico Modugno.
Gli architetti milanesi Ludovico “Vico” Magistretti e Vittorio Gregotti gli commissionano le prospettive, che lui realizza a mano, dei loro progetti, come oggi si usa fare con i rendering digitali.
Nel 1957 arriva il primo importante riconoscimento: la campagna pubblicitaria realizzata per la Shell viene premiata nell’ambito del festival di Cannes.
Nel 1958 si laurea; dallo stesso anno inizia la sua collaborazione con “Tempo Medico”, la rivista specializzata di cultura medica, per la quale disegna tutte le copertine fino al 1980.
Nel 1963 debutta nel fumetto; due anni dopo, nel 1965, crea il suo personaggio più celebre: Valentina.
Valentina esordisce sulla rivista Linus come personaggio secondario, essendo la compagna di Neutron, l’alter ego del critico d’arte e investigatore Philip Rembrandt, che ha il potere di manipolare il tempo con lo sguardo. Il successo di Valentina è tale da rovesciare il rapporto: sarà lei la protagonista collocando Neutron nel ruolo di spalla.
“Valentina Rosselli” è un incrocio perfetto di realtà e dimensione onirica: è una fotografa nata nel Natale del 1942 (stessa data di nascita della moglie di Crepax, Luisa Mandelli) emersa da un’adolescenza controversa, segnata dall’anoressia, con una residenza reale (via De Amicis, Milano), ispirata al personaggio “Lulù” interpretato dall’attrice e ballerina USA degli anni venti Louise Brooks. Nel fumetto Valentina è una figura spesso nuda, sospesa entro un innocente, involontario e per questo insinuante erotismo. Crepax applica al fumetto il procedimento poetico del “correlativo oggettivo”: oggetti incaricati di distillare emozioni particolari, altrimenti difficili da rappresentare; nelle sue vignette compaiono dettagli fortemente amplificati come il telefono, per rappresentare l’ansia dell’attesa, labbra, per alludere all’eros, uno sguardo, per descrivere un pensiero.
Valentina diviene presto un personaggio internazionale, pubblicato anche in Giappone e ispiratore di film come l’horror erotico “Baba Yaga” (1973), diretto dal regista scrittore Corrado Farina, interpretato da Isabelle De Funès, nipote del celebre attore comico francese Louis De Funès o la serie TV del 1989 “Valentina”, in onda su Mediaset, interpretata dall’attrice USA naturalizzata italiana Demetra Hampton.
Guido Crepax muore il 31 luglio 2003 a causa dell’improvviso aggravamento di una forma di sclerosi multipla; riposa nel Cimitero Monumentale di Milano accanto a Giorgio Gaber.

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