ACCADDE OGGI 31 MAGGIO 1972: LA STRAGE DI PETEANO; UNA PATTUGLIA DI CARABINIERI CADE VITTIMA DI UN ATTENTATO TERRORISTICO

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Alle 22:35 del 31 maggio 1972, alla Stazione dei carabinieri di Gorizia, arriva una telefonata anonima: una voce in dialetto friulano avvisa che una 500 con fori sul parabrezza è parcheggiata nella zona di Savogna d’Isonzo, un piccolo comune non lontano da Gorizia.
Il comando della stazione manda sul posto tre gazzelle; la prima ad arrivare proviene dalla stazione di Gradisca; i militari rinvengono effettivamente la macchina segnalata in una località chiamata Peteano e avvertono immediatamente i superiori. Da Gradisca parte un’altra gazzella con un ufficiale, il brigadiere Antonio Ferraro e il carabiniere Donato Poveromo; nel frattempo arriva anche la terza gazzella inviata da Gorizia.
I militari effettuano un primo sopralluogo m non sospettano che la macchina abbandonata e la telefonata fanno in realtà parte di una trappola ben orchestrata con il preciso scopo di provocare una strage. La macchina è infatti un’autobomba pronta ad esplodere con un meccanismo sensibile ai movimenti e quando i carabinieri Antonio Ferraro, Donato Poveromo e Franco Dongiovanni cercano di trovare un accesso al mezzo vengono investiti in pieno da un violento scoppio rimanendo uccisi all’istante; altri due restano gravemente feriti.
Le prime indagini si indirizzano immediatamente verso gli ambienti dell’estrema sinistra ma presto emerge con evidenza la matrice neofascista e persino collegamenti con la strage di Piazza Fontana, avvenuta tre anni prima, il 12 dicembre 1969.
Le indagini portano all’identificazione, all’arresto e al processo del terrorista neofascista Vincenzo Vinciguerra (1949), reo confesso e Carlo Cicuttini (1947-2010), un dirigente del MSI friulano; quelli che avevano piazzato materialmente l’autobomba; Cicuttini è anche l’autore della telefonata anonima alla stazione di Gorizia.
Le indagini riveleranno il coinvolgimento di altri terroristi neri, anche questi già implicati nella strage di Piazza Fontana e il passaggio di 35 mila dollari (del 1972) dal segretario del MSI Giorgio Almirante a Cicuttini; per questo Almirante finisce sotto processo con l’accusa di favoreggiamento aggravato. Alla fine Vinciguerra e Cicuttini sono condannati all’ergastolo, altri terroristi a pene variabili fra 4 e 12 anni. Almirante usufruisce di un’amnistia prima del processo.
Malgrado la condanna Cicuttini riesce a fuggire in Spagna (allora ancora sotto la dittatura di Francisco Franco) ma è catturato in Francia e nel 1998 estradato in Italia dove morirà per un cancro nel 2010.

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