ACCADDE OGGI 4 MAGGIO 1929: NASCE L’ATTRICE AUDREY HEPBURN

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“Credo nel rosa”; potrebbero bastare queste parole per ricordare la donna che ha stabilito un prima e un dopo nella storiografia della bellezza e dell’eleganza.
La biografia di colei che ha fatto inchinare il mondo davanti al fascino e al buon gusto è un vero racconto: per motivi di lavoro del padre si trova nella città olandese di Arnhem quando, nel 1940, viene invasa dai nazisti e per una persona di origini britanniche, con un cognome fortemente britannico, questo non è un bell’inizio; al punto che l’undicenne Audrey è costretta a cambiare nome e nascondersi. Malgrado questo non rinuncia a coltivare le sue passioni: studia danza e frequenta il Conservatorio di Arnhem dal ’39 al ’45. Ma non può sfuggire alla fame e al freddo imposti dalla dura occupazione tedesca; un’esperienza che la segnerà profondamente per tutta la vita ed è all’origine della sua costante passione civile e della sua intensa attività umanitaria.

Il cinema le regalerà fama e ricchezza ma sarà l’impegno umanitario a costituire il mito di Audrey Hepburn; un profilo che la accomuna ad un altro parametro di bellezza, eleganza e generosità: l’omonima americana Katharine Hepburn, quella di “Indovina chi viene a cena?”.

Gli esordi artistici di Audrey sono in realtà teatrali ed è sul palcoscenico che guadagna i primi successi.
Al suo boom cinematografico l’Italia contribuisce due volte: è l’attrice italiana Valentina Cortese a volerla fortemente con sé nel film “The Secret People” del 1952 e poi, nel 1953, col celeberrimo “Vacanze romane” (quello con la famosa scena in vespa) che le regala lo scenario più bello del mondo ma non si può dire se sono le bellezze romane a esaltare la figura di Audrey o il contrario.

In questo film il regista statunitense William Wyler, dopo svariati provini, per il ruolo di protagonista la preferisce addirittura a Elizabeth Taylor. Questo il commento di Wyler: “Aveva tutto quello che stavo cercando, fascino, innocenza e talento. Era assolutamente incantevole, e ci dicemmo, “È lei!”. Un ruolo perfetto: principessa accanto a un altro gigante del cinema: Gregory Peck.
Per quel film Audrey riceverà l’Oscar 1954; alla premiazione indossa il famosissimo abito bianco a fiori di Givenchy; ancora oggi considerato il più bello di tutti i tempi.
Sempre nel 1954 interpreta “Sabrina” per la regia di Billy Wilder, recitando accanto a Humphrey Bogart e William Holden.

Nel 1955 la giuria dei Golden Globe le attribuisce il prestigioso premio “Henrietta Award” quale migliore attrice del cinema mondiale.
Ma nella biografia di Audrey Hepburn non c’è soltanto il cinema:

“Mi si è spezzato il cuore. Non posso sopportare l’idea che due milioni di persone
stiano morendo di fame… Il termine “Terzo Mondo” non mi piace perché siamo
tutti parte di un mondo solo. Voglio che la gente sappia che la maggior parte degli
esseri umani sta soffrendo.”

Lungo tutta la sua vita ci saranno sempre attenzione e spazio per l’impegno umanitario, come Ambasciatrice UNICEF e come persona; nel 1992 riceverà per questo la “medaglia presidenziale della libertà”; uno dei massimi riconoscimenti civili USA.
Nel medesimo anno del riconoscimento USA, al rientro da un’esperienza filantropica in Somalia Audrey accusa forti dolori addominali; le analisi riveleranno un cancro in uno stato avanzato; viene operata due volte ma i medici possono soltanto constatare l’inguaribilità del male; muore nel sonno la notte del 20 gennaio 1993, all’età di 63 anni.
Poco dopo la sua morte, l’Academy of Motion Picture Arts and Sciences le conferisce il prestigioso Premio umanitario Jean Hersholt.

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