ACCADDE OGGI – 4 marzo 1975: Charlie Chaplin venne nominato Cavaliere dalla regina

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” La risata è il tonico, il sollievo, il rimedio per attenuare il dolore”. Così diceva Sir Charles Spencer Chaplin, nel cui sorriso s’avvertiva la malinconia del mondo, più conosciuto da tutti come Charlie Chaplin.

“Sir” fu nominato dalla regina Elisabetta il 4 marzo 1975, a Buckingham Palace.
Una data importante per il Cavaliere attore, comico, regista, compositore, produttore e sceneggiatore.
Era nato a Londra,  il 16 aprile 1889, sotto il segno dell’ Ariete, ed è stato autore di più di 90 film.

Figlio di Charles, attore di musical, morto alcolizzato nel 1894 e di Hanna, una soubrette ebrea malata di nervi che trascorse alcuni periodi d’internamento in una casa di cura, aveva anche un fratello. La sua famiglia era piuttosto indigente e problematica, ma amante dell’arte della recitazione.
Apprese dalla madre i primi trucchi del mestiere e a cinque anni si esibì per la prima volta sul palcoscenico.

Sapeva far commuovere e
ma anche rallegrare i cuori di tutti. Ovunque si celebrasse il processo all’iniquità, egli rappresentò il riscatto dell’umiliato e del debole contro i forti.
Una sorta di rivincita degli umili, dei più fragili,  dei vari futuri “Fantozzi” o “Fracchia” (interpretati da Paolo Villaggio), dei “vinti” del Malavoglia.

Chaplin era solito dire: “La vita è una tragedia se vista in primo piano, ma  è una commedia se vista in campo lungo”.

Il personaggio che lo reso celebre fu Charlot, emblema delle classi più disagiate e del loro malinconico disincanto, nel periodo del progresso industriale ed economico.

I suoi indescrivibili pantaloni larghi rappresentavano una rivolta contro le convenzioni, “i suoi baffi la vanità dell’uomo, il cappello e il bastone erano tentativi di dignità, e i suoi scarponi gli impedimenti che lo intralciavano sempre”.

Disse lo stesso Chaplin: «Volevo che tutto fosse una contraddizione: i pantaloni larghi, la giacchetta stretta, il piccolo cappello e le grandi scarpe. Ho messo i baffetti che, pensai, avrebbero aggiunto qualche anno in più. Non avevo ancora bene in mente il personaggio. Ma nel momento in cui mi sono vestito, gli abiti e il trucco mi hanno fatto sentire chi ero. È bastato il tempo di entrare sul set per far nascere Charlot».

Fu un uomo profondamente progressista Chaplin e anche anticipatore dei tempi.

Per la sua tensione etico – sociale e per la coerenza con le sue idee, pagò di persona anche un duro prezzo:  fu costretto ad abbandonare gli Stati Uniti per la critica al meccanismo produttivo.

La vita privata di Charlie Chaplin fu ricca di avvenimenti importanti e anche di qualche scandalo.

Piuttosto basso, con la testa leggermente troppo grande per il suo corpo esile e delicato, Chaplin era comunque considerato da molti “di bell’aspetto”, grazie ai suoi grandi e profondi occhi azzurri, ai capelli neri che risaltavano sulla pelle chiara come l’avorio.

Charlie viene descritto come un uomo che non si è mai veramente fidato del genere femminile: ossessionato dalla paura della perdita e dell’abbandono e incline a furiosi scatti di gelosia, di donne ne ha avute tante e non sempre le ha trattate bene. Un atteggiamento che si è riflettuto anche in alcuni suoi film, nei quali il protagonista da lui interpretato sembra essere scettico e schivo nei confronti delle donne, ma spesso usa il bastone per agganciare i loro colli o le gambe e trascinarle a sé. Sono accostamenti che fanno discutere visto che, a fondamento di queste ipotesi, ci sono dei dati di fatto: le numerose relazioni di Chaplin con alcune delle donne più belle e giovani del suo tempo.

Dal punto di vista artistico, è considerato uno dei mostri sacri del cinema hollywoodiano, salito sull’Olimpo dei grandi, grazie a un talento irripetibile e a una mimica espressiva unica: è stato sicuramente uno degli attori più bravi della storia del cinema mondiale.

Interprete di film diventati dei cult – come Il monello –  ma anche di pellicole particolarmente controverse (come Monsieur Verdoux), Chaplin ha riunito in sè genio e sregolatezza, mostrando capacità artistiche rare, ma al tempo stesso conducendo una vita tutt’altro che ineccepibile.

Fra i suoi film ricordiamo  La febbre dell’oro, Luci della città, Tempi moderni, Il dittatore e La Contessa di Hong Kong.
Nessun Oscar per lui in vita. Solo
tardivo Oscar alla carriera nel 1972 e un Oscar come miglior compositore per le musiche di Luci della ribalta, decisamente  poco per un piccolo grande uomo che è stato a lungo capace di incarnare nella sua persona l’arte cinematografica stessa.

Charlie Chaplin morì a Corsier-sur-Vevey, in Svizzera, dove si era ritirato, la notte di Natale del 1977.

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