ACCADDE OGGI 6 GIUGNO 1944 – SCATTA ALL’ALBA L’OPERAZIONE OVERLORD: IL FRONTE NORD CONTRO IL 3° REICH

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Dopo tre anni di spettacolari successi militari che avevano consegnato il nord Africa, quasi tutta l’Europa continentale e la parte occidentale della Russia alle forze nazi-fasciste, le cose cominciarono a cambiare. L’aviazione nazi-fascista viene decimata dalla RAF (“Royal Air Force”) sui cieli d’Inghilterra, le truppe di terra sono duramente sconfitte in Nordafrica e respinte a Stalingrado.
Tuttavia lo zoccolo continentale del 3° reich rimane un possente bastione difficile da espugnare.
Il piano degli alleati anglo-americani per vincere la 2^ guerra mondiale comprende due grandi direttrici: lo sbarco in Sicilia per risalire lungo l’Italia in direzione Berlino e lo sbarco da nord in Francia verso il medesimo obiettivo. Lo sbarco in Sicilia era avvenuto con successo il 9 luglio del 1943 e, tranne lo stop di Montecassino, la campagna d’Italia prosegue con successo anche grazie all’incessante guerriglia dispiegata dalle forze partigiane italiane.

Per il D-DAY o “operazione overlord”, scatenata il 6 giugno di 78 anni fa, gli anglo-americani mettono in campo la più potente armata di tutti i tempi. Un’invasione via mare concentrata sulle coste della Normandia, storica regione nord-occidentale della Francia.
L’attacco alleato prevede un’onda d’urto su una porzione del litorale normanno ampia circa 80 Km, suddivisa in cinque spiagge-obiettivo. I nomi convenzionali delle spiagge sono passati alla storia: Utah, Omaha, Sword, Juno e Gold.
L’attacco viene lanciato alle prime ore del 6 giugno con un violentissimo bombardamento aereo e di artiglieria navale che in più punti sconvolge letteralmente le pur forti linee difensive tedesche, organizzate in quello che Hitler chiamava il “vallo atlantico”; in altri è meno preciso ed è qui che gli alleati registreranno le perdite maggiori. In alcuni casi lo sbarco avviene sulle spiagge sbagliate.

Insieme all’azione di sbarco viene attuato anche un attacco dal cielo, più in profondità, con paracadutisti e alianti.
In poche ore di battaglia la lingua di terra interessata dall’invasione diventa un inferno di ferro e di fuoco; ma basterà questa piccola testa di ponte combattente per aprire il varco alla seconda e veramente vincente ondata alleata: quella logistica. A ridosso della prima linea di fuoco gli alleati avevano predisposto un colossale trasporto di materiali; tra questi un ingegnoso sistema di pontoni predisposti per approntare porti di fortuna e far sbarcare rapidamente carri armati, blindati, camion, jeep e nuove truppe di rinforzo dalle migliaia di navi da trasporto schierate dietro le truppe d’assalto.
Il sistema logistico comprende persino un oleodotto flessibile che dal sud dell’Inghilterra fa affluire carburante direttamente alle truppe impegnate in terra di Francia. Un sistema integrato che ha potuto funzionare grazie a un’organizzazione perfetta di materiali, tempi e personale tecnico-militare.

In poco tempo la Normandia, da punto di sbarco si trasforma in base operativa ed è da questa base che parte la liberazione di Parigi e di tutta la Francia, di Belgio, Olanda sino al cuore della Germania.

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