ACCADDE OGGI 6 SETTEMBRE 1883: NASCE PIETRO ANTONIO LORO PIANA, IL FONDATORE DELL’OMONIMO CELEBRE MARCHIO TESSILE

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Gli italiani non cessano di stupire; nel 1924 l’ingegnere Pietro Antonio Loro Piana realizza la sintesi perfetta: unificare la qualità e la creatività della tradizione artigiana – in questo caso della lana – con tecnologie di avanguardia industriale.
La famiglia Loro Piana viene dalle prealpi biellesi, dove ha vissuto fino alla seconda metà dell‘800, esattamente da Trivero (oggi riunito, con altri centri, nel comune di Valdilana; un nome che è una vocazione), tuttora importante centro laniero, non lontano dall’Oasi Zegna, fondata da Ermenegildo Zegna, anche lui imprenditore tessile partito da Trivero.
Pietro Antonio Loro Piana nasce a Trivero il 6 settembre di 138 anni fa; è ancora giovanissimo quando la famiglia si trasferisce in Valsesia, nel Vercellese, importando qui il know-how laniero; Il comune di Quarona sarà la sede storica del lanificio più importante del mondo. Qui, il 24 aprile del 1924, Pietro Antonio fonda la società “Ing. Loro Piana & Co”, il nucleo dal quale, anni dopo, evolverà il marchio “Loro Piana SpA”.
Ma non si tratta di mera importazione perché Pietro Antonio rinnova profondamente la filiera mediante geniali soluzioni ingegneristiche senza tuttavia intaccare l’antica maestria artigiana, spingendo al massimo grado il paradigma della bottega rinascimentale: il primato della creatività sulla materia prima perché in Loro Piana qualità e creatività non sono un valore aggiunto o una post-produzione ma strutturalmente implementate in tutti i passaggi della linea produttiva, come in una sintassi ordinatrice. In sostanza la “qualità totale” anticipata di mezzo secolo.
Il merito probabilmente maggiore di Loro Piana è di aver reso la qualità tessile una percezione multisensoriale passante per i canali visivi, tattili e termici.
I capi Loro Piana non vestono, rivelano; perché i capi Loro Piana non sono capi da circostanza: sono loro la circostanza.
I prodotti Loro Piana creano come uno spazio di interazione estetica e sinestetica tra chi li indossa e l’ambiente stabilendo una vera ecologia della bellezza.
L’aggiornamento in chiave contemporanea dell’ideale umanistico rinascimentale: il bello è una manifestazione del bene e ciò che è bello è anche bene.

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