ACCADDE OGGI 7 GENNAIO 2015: A PARIGI UN COMMANDO TERRORISTICO ASSALTA LA SEDE DEL GIORNALE SATIRICO CHARLIE HEBDO E UCCIDE DODICI PERSONE

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La rivista francese Charlie Hebdo ha una lunga storia ma un unico credo: difendere la liberta di espressione e, in particolare, la libertà di satira.
Nata mensile nel 1960 come “Hara-Kiri” cambia più volte format, titolo e periodicità e non di rado la sua satira corrosiva, esplicita e diretta, le attira i rigori della censura, incorrendo non di rado nelle severità della legge. Tra i bersagli storici delle sue vignette e dei suoi urticanti commenti il generale De Gaulle e Jean Sarkozy, figlio del presidente Nicolas.
Nel 2006 Charlie Hebdo pubblica una serie di caricature di Maometto sul giornale danese Jyllands-Posten provocando le dure reazioni di vari imam danesi e di vari paesi islamici; il Consiglio francese del culto musulmano chiede la censura del numero del giornale che aveva pubblicato le vignette.
In risposta, il 1° marzo dello stesso anno, Charlie Hebdo pubblica il cosiddetto Manifesto dei dodici: “Ensemble contre le nouveau totalitarisme”, redatto da 12 intellettuali francesi.
Il 7 gennaio di sette anni fa, alle 11.30 del mattino, due terroristi mascherati e armati di Kalašnikov (AK-47) riescono a penetrare negli uffici parigini di Charlie Hebdo aprendo il fuoco sui presenti al grido di “Allāhu Akbar” (Allah è grande); all’esterno uccidono due poliziotti. Le vittime sono in tutto 12 cui si aggiungeranno una poliziotta e altre quattro persone uccise nei giorni successivi, portando il numero totale a 17 vittime. I feriti saranno undici.
Le indagini chiariranno che il commando era formato da due fratelli yemeniti, di nome Kouachi, affiliati a Al Qaeda, supportati da un terzo terrorista, Amedy Coulibaly.
Dopo una caccia all’uomo di alcuni giorni tutti i membri vengono individuati, circondati ed uccisi nei conflitti a fuoco che ne sono seguiti con le forze speciali francesi ma Coulibaly troverà il modo di uccidere a sangue freddo tre francesi di origine ebraica.

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