ACCADDE OGGI 7 GIUGNO 1936: NASCE PIPPO BAUDO, IL RE DEL SABATO SERA

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La biografia di Giuseppe Raimondo Vittorio Baudo, in arte Pippo, esordisce con la promessa di un buon avvocato alla Sicilia e finisce col regalare all’Italia il maggior mattatore televisivo mai comparso su uno schermo.
Pippo nasce il 7 giugno di 86 anni fa a Militello val di Noto (oggi “val di Catania”), un piccolo comune in provincia di Catania apprezzato, prima del suo celebre cittadino, per il barocco, la mostarda e il ficodindia. Figlio di un avvocato e di una casalinga, come tanti artisti della sua generazione comincia giovanissimo col recitare e suonare in piccoli teatri di provincia. Con alcuni compagni di liceo si diverte a metter su una commedia del poliedrico autore Giovanni Mosca (padre del giornalista sportivo Maurizio Mosca). All’università di Catania studia per coltivare la professione di famiglia e si laurea in giurisprudenza ma mentre studia si esibisce in spettacoli e performance con il talentuoso comico e cabarettista Tuccio Musumeci; sarà questa la gavetta che gli permette di affinare quella che risulterà la maggiore delle sue doti televisive: saper condurre uno spettacolo e nello stesso tempo recitare il non facile ruolo di “spalla” con gli ospiti. Una qualità che gli consente di interpretare non soltanto la parte di presentatore-conduttore ma di duettare con ospiti di primissimo piano in performance, gag e sketch che sono passati alla storia.
Un aneddoto racconta che, alla vigilia della laurea, dopo una serata trascorsa a presentare “Miss Sicilia” in provincia di Ragusa, sia rientrato a Catania viaggiando di notte in un camioncino preso di passaggio, dormendo fra gli ortaggi, giungendo la mattina in facoltà giusto in tempo per discutere la tesi.
Il 1959 è l’anno della sua prima apparizione in TV, in qualità di pianista nell’orchestra “Moonlight”, nel varietà “La conchiglia d’oro”, presentato e condotto da Enzo Tortora.
Negli anni ’60 le sue apparizioni in TV si fanno via via sempre meno sporadiche arrivando a condurre trasmissioni come “Guida degli emigranti”, “Primo piano” e “Telecruciverba”.
A metà degli anni ’60 la fortuna gli dà una grossa mano: nel ‘66 conduce una “trasmissione pilota”, ossia la sperimentazione di un format di prova, da sottoporre alla valutazione dei vertici RAI e, in caso di valutazione positiva, da mettere in produzione. Il format sperimentale era “Settevoci”, registrato a Milano ma poi bocciato e archiviato dagli esperti. Il 6 febbraio di quell’anno, per motivi tecnici, salta una puntata de “Le avventure di Rin Tin Tin” obbligando i dirigenti RAI a riempire l’improvviso buco nel palinsesto mandando in onda proprio la registrazione di “Settevoci”; diversamente dai pregiudizi dei vertici RAI il programma avrà un successo enorme, costringendo la dirigenza aziendale a rivedere la propria valutazione negativa ed editare il prodotto per quattro anni consecutivi. Cosa che farà di Pippo Baudo una star di primo piano.
Nel biennio ’67-’68 conduce “Eccetera eccetera”, con big come Gino Bramieri e Marisa Del Frate per poi passare al “Festival di Sanremo” del ’68 e, nello stesso anno, a “Un disco per l’estate”.
Gli anni ’70 e ’80 saranno quelli della consacrazione definitiva come “re” del sabato sera, ereditando il format di “Canzonissima”, della domenica pomeriggio, con “Domenica in” e conducendo tante altre ammiraglie RAI.
Nel ’75 conduce “Spaccaquindici”, l’erede del “Rischiatutto” di Mike Bongiorno.
Nel 1979 conduce il varietà del sabato sera “Luna Park” con Tina Turner e Heather Parisi.
Nei primi anni ’80 conduce tre edizioni di “Fantastico”, con Lorella Cuccarini, Alessandra Martines e Nina Soldano (la “Marina Giordano” della soap “Un posto al sole”) e tre edizioni del Festival di Sanremo, conseguendo il record assoluto di 17 milioni di ascolti; tuttora imbattuto.
Il 1987 è l’anno del passaggio a Fininvest, di cui diventa direttore artistico per Canale 5.
Ma i risultati in Fininvest saranno inferiori alle attese e l’anno dopo Baudo recede unilateralmente dal contratto pagando una forte penale in denaro e in un’inattività obbligata.
Nel 1989, grazie a un intervento politico diretto da parte dell’allora Presidente del Consiglio dei ministri Ciriaco De Mita, ottiene la piena reintegrazione in RAI diventando direttore artistico del primo canale.
Le sue performance migliori restano tuttavia quelle di conduttore e nel quinquennio 1992-1996 conduce ancora, per cinque edizioni, il Festival di Sanremo.
Il 1997 è l’anno dell’incursione nel musical firmato Garinei e Giovannini con l’opera L’uomo che inventò la televisione ed è anche quello del ritorno in Fininvest; ma anche questa volta i risultati saranno deludenti per cui il rientro in RAI è ancora una volta inevitabile; ma questa volta su RAI 3.
Non è facile per nessuno mantenere alto il livello del successo e questa legge vale anche per un fenomeno mediatico come Pippo Baudo; gli anni 2000 e 2010 registrano un’altalena di successi e insuccessi guadagnati nell’implacabile battaglia quotidiana per lo share.
Ma quando dalla televisione si passa alla storia della televisione questo non è che un dettaglio secondario.

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