ACCADDE OGGI – 7 GIUGNO 1936: nasce Pippo Baudo, il re del sabato sera

148

La biografia di Giuseppe Raimondo Vittorio Baudo, in arte Pippo, avrebbe dovuto consegnare alla Sicilia un buon avvocato finendo invece col regalare all’Italia il maggior mattatore televisivo mai apparso su uno schermo.

Pippo nasce 85 anni fa a Militello val di Noto (oggi “val di Catania”), un piccolo comune in provincia di Catania apprezzato, prima del suo celebre cittadino, per il barocco, la mostarda e il ficodindia. Figlio di un avvocato e di una casalinga, come tanti artisti della sua generazione comincia giovanissimo col recitare e suonare in piccoli teatri di provincia. Con alcuni compagni di liceo mette in scena una commedia del poliedrico autore Giovanni Mosca (padre del giornalista sportivo Maurizio Mosca). All’università di Catania si laurea in giurisprudenza ma alterna gli studi a performance e spettacoli con il talentuoso comico e cabarettista Tuccio Musumeci; sarà questa una gavetta che gli permetterà di affinare quella che risulterà una delle sue maggiori doti di presentatore: saper recitare il non facile ruolo di “spalla”. Una qualità che gli permetterà non soltanto di ricevere ed intrattenere gli artisti ospiti ma di duettare con loro in gag e sketch che sono passati alla storia.

Un aneddoto racconta che, alla vigilia della laurea, dopo una serata trascorsa a presentare “Miss Sicilia” in provincia di Ragusa, sia rientrato a Catania viaggiando di notte in un camioncino preso di passaggio, dormendo fra gli ortaggi, giungendo la mattina in facoltà giusto in tempo per discutere la tesi.

Il 1959 è l’anno della sua prima apparizione in TV, in qualità di pianista nell’orchestra “Moonlight”, nel varietà “La conchiglia d’oro”, presentato e condotto da Enzo Tortora.

Negli anni ’60 le sue apparizioni in TV si fanno via via sempre meno sporadiche, conducendo trasmissioni come “Guida degli emigranti”, “Primo piano” e “Telecruciverba”.

A metà degli anni ’60 la fortuna gli dà una grossa mano: nel 1966 conduce una “trasmissione pilota”, ossia la sperimentazione di un format di prova, da sottoporre alla valutazione dei vertici RAI e, in caso di valutazione positiva, da mettere in produzione. Il format sperimentale era “Settevoci”, registrato a Milano ma poi bocciato e archiviato dagli esperti. Il 6 febbraio di quell’anno, per motivi tecnici, salta una puntata di “Le avventure di Rin Tin Tin” obbligando i dirigenti RAI a riempire l’improvviso buco nel palinsesto mandando in onda proprio la registrazione di “Settevoci”; diversamente dalle previsioni il programma avrà un successo enorme, costringendo i vertici aziendali a rivedere il proprio giudizio negativo ed editare il prodotto per quattro anni consecutivi. Cosa che farà di Pippo Baudo una star di prima grandezza.

Nel biennio ’67-’68 conduce “Eccetera eccetera”, con big come Gino Bramieri e Marisa Del Frate per poi passare al “Festival di San Remo” del ’68 e, nello stesso anno, a “Un disco per l’estate”.

Gli anni ’70 e ’80 saranno quelli della consacrazione definitiva come “re” del sabato sera e della domenica pomeriggio, ereditando il format che fu di “Canzonissima”, “Domenica in” e di tante altre ammiraglie RAI. Nel ’75 conduce “Spaccaquindici”, l’erede del “Rischiatutto” di Mike Bongiorno.

Nel 1979 conduce il varietà del sabato sera “Luna Park” con Tina Turner e Heather Parisi.

Nei primi anni ’80 conduce tre edizioni di “Fantastico”, con Lorella Cuccarini, Alessandra Martines e Nina Soldano (la “Marina Giordano” della soap “Un posto al sole”) e tre edizioni del Festival di San Remo, conseguendo il record assoluto di 17 milioni di ascolti; tuttora imbattuto.

Il 1987 è l’anno del passaggio a Fininvest, di cui diventa direttore artistico per Canale 5.

Ma i risultati in Fininvest saranno inferiori alle attese e l’anno dopo Baudo recede unilateralmente dal contratto pagando una forte penale in denaro e in inattività obbligata. Nel 1989, grazie ad un intervento politico da parte dell’allora Presidente del Consiglio dei ministri Ciriaco De Mita, ottiene la piena reintegrazione in RAI diventando direttore artistico del primo canale.

Le sue performance migliori restano tuttavia quelle di conduttore e nel quinquennio 1992-1996 conduce per cinque volte il Festival di San Remo.

Il 1997 è l’anno dell’incursione nel musical firmato Garinei e Giovannini con l’opera L’uomo che inventò la televisione ed è anche quello del ritorno a Fininvest; ma anche questa volta i risultati saranno deludenti per cui il rientro in RAI sarà inevitabile; ma questa volta in RAI 3.

Non è facile per nessuno mantenere alto il livello del successo e questa legge vale anche per un fenomeno mediatico come Pippo Baudo; gli anni 2000 e 2010 registrano un’altalena di successi e insuccessi conseguiti nell’implacabile battaglia quotidiana per lo share.

Ma per uno che è passato alla storia della televisione questo è un dettaglio secondario.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui