ACCADDE OGGI 8 DICEMBRE 1816: NASCE IL REGNO DELLE DUE SICILIE; UNO DEI PROTAGONISTI DELLA STORIA ITALIANA

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In osservanza del paradigma per il quale “la storia la scrivono i vincitori” le ricostruzioni storiografiche indulgono talvolta a raccontare la nostra storia risorgimentale come un’onda venuta dal Nord che pezzo dopo pezzo ha travolto interessi esterni e confini interni per giungere alla costituzione dell’Italia unita.
Sul piano della sintesi le cose possono essere anche riassunte così ma correndo il rischio di trascurare pagine molto importanti del nostro back-ground storico; come il ruolo del Regno delle due Sicilie.
Il personaggio che può essere individuato come primo riferimento di questo fondamentale percorso storico è Carlo d’Angiò (1226-1285), figlio del re di Francia Luigi VIII e di Bianca di Castiglia che sconfigge i rivali svevi (tedeschi), mette a morte il famoso “Corradino di Svevia” e, nel 1268, ottiene dal papa la corona di quello che può essere considerato il primo prototipo del Regno delle due Sicilie, comprendente il Regno di Napoli e il Regno di Sicilia.
I viterbesi probabilmente si ricordano di Carlo D’Angiò per aver avuto un ruolo nell’efferato assassinio di “Riccardo di Cornovaglia” nella chiesa di San Silvestro durante il conclave di Viterbo, ordito proprio dal cugino di Enrico, Guido Montfort, che di Carlo D’Angiò era vicario in Toscana.

Ai tempi di D’Angiò il regno era articolato nel Regno di Sicilia citeriore (o al di qua del faro di Messina) e nel Regno di Sicilia ulteriore (o al di là del faro) per indicare la parte peninsulare e quella insulare.
Il primo atto di Carlo D’Angiò re è il trasferimento della capitale da Palermo a Napoli cui seguirà una politica tirannica contro i siciliani che reagiscono con la celebre rivolta dei “Vespri Siciliani”. Con la “pace di Caltabellotta” del 1302 viene siglata la secessione della Sicilia ulteriore da quella citeriore.
Una pseudo-unificazione si compie 140 anni dopo quando, nel 1442, Alfonso V d’Aragona assume il titolo di re delle due Sicilie senza tuttavia che le due entità territoriali vengano integrate in un unico regno.
Con un salto temporale di tre secoli si arriva al biennio 1734-1735 quando Carlo di Borbone, figlio di Filippo V di Spagna e Elisabetta Farnese, manu militari sconfigge gli austriaci e conquista entrambi i regni del sud, assumendo il titolo di “Re di Napoli”; tuttavia continua a mantenere la separazione politica dei due regni e delle due corti.
Nel 1759 Carlo di Borbone ottiene il Regno di Spagna e lascia il figlio Ferdinando seduto sul duplice trono; ma avendo questi appena otto anni viene costituito un consiglio di reggenza formato da nobili di fiducia di Carlo. Questo consentirà al marchese Bernardo Tanucci di essere il governatore di fatto dei due territori.
Trascorsa non senza problemi la lunga fase napoleonica caratterizzata dalla costituzione di svariate “repubbliche” per tutta la penisola e dalle famose “spoliazioni” di opere d’arte italiane, nel 1815 l’ormai 64-enne Ferdinando può di nuovo tornare a sedere stabilmente sui troni di Napoli e Palermo.
Per quanto riguarda il regno di Napoli ne affiderà la gestione al primo ministro Luigi de’ Medici di Ottajano.

È principalmente grazie alla politica riformista di de’ Medici che si vengono a creare le condizioni politiche e amministrative per l’unificazione dei due regni di Napoli e di Sicilia; unificazione che diviene concreta e operativa l’8 dicembre 1816.
L’8 dicembre di 205 anni fa Ferdinando di Borbone assume il titolo di “Ferdinando I delle due Sicilie”, l’entità statale che durerà fino all’impresa dei mille del 1860.

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