ACCADDE OGGI 9 NOVEMBRE 1938: CON LA “NOTTE DEI CRISTALLI” INIZIA IN GERMANIA LA PERSECUZIONE AGLI EBREI

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Nel 1933 si conclude in Germania l’esperimento 15-ennale della Repubblica di Weimar costituita nel 1918 dopo la disastrosa sconfitta della prima guerra mondiale e sale al potere il Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori di Adolf Hitler (1889-1945), meglio conosciuto come Partito Nazista. Nominato cancelliere il 30 gennaio 1933 proprio dal Presidente della Repubblica di Weimar Paul von Hindenburg, Hitler si comporta inizialmente come normale capo di una coalizione repubblicana formata da vari partiti ma a poco a poco si libera degli alleati e procede in direzione della ricostituzione del “Reich” (impero) con lui al comando. La nuova entità statale verrà chiamata “Terzo Reich” per sottolineare la continuità con il medioevale “Sacro Romano Impero” (primo Reich; 962-1806), istituito da Ottone I di Sassonia e l’impero tedesco del 1871, fondato dal kaiser Guglielmo I (secondo reich), caduto proprio in seguito alla sconfitta nella prima guerra mondiale.
Il passo decisivo verso il modello imperiale avviene nel marzo dello stesso anno (1933) quando Hitler ottiene dal parlamento il voto favorevole al “Decreto dei pieni poteri” che non soltanto conferiva al capo del governo poteri praticamente illimitati ma metteva fuori legge il KDP, il partito comunista tedesco. A giugno Hitler mette al bando anche i Socialdemocratici e a luglio scioglie tutti gli altri partiti fino a trasformare la Germania in stato monopartitico. Gli unici a godere di una certa tolleranza saranno i cattolici. Hitler assume il titolo di “Führer” che in italiano significa “capo, guida”.
Alla base di questa trasformazione totalitaria vi è la “Gleichschaltung”, che in italiano si può tradurre come “allineamento, sincronizzazione”, che sostanzialmente consiste nel condizionare il comportamento di ciascun singolo cittadino attraverso il capillare controllo del partito su ogni aspetto della società, dell’economia, della comunicazione, del tempo libero e della politica. Con lo scopo di vigilare sulla piena attuazione della Gleichschaltung sono costituiti i gruppi paramilitari delle “Schutzstaffel” (SS: squadre di salvaguardia) e delle Sturmabteilung (SA: reparti d’assalto, dette anche “camicie brune”) e la “Geheime Staatspolizei” o Gestapo (polizia segreta dello stato).

Parallelamente il partito nazista sviluppa una poderosa politica di riarmo e coltiva e diffonde l’odio nei confronti degli ebrei.
Nel settembre del 1935 vengono emanate le “Nürnberger Gesetze”, ossia le “Leggi di Norimberga”, un complesso di tre leggi delle quali la prima era titolata “legge per la protezione del sangue e dell’onore tedesco” e conteneva una serie di gravi restrizioni che vietavano, fra l’altro, i matrimoni tra tedeschi ed ebrei e l’assunzione da parte degli ebrei di domestiche di sangue tedesco. La seconda legge, “legge sulla cittadinanza del Reich” stabiliva la distinzione fra cittadini tedeschi puri e i “membri di razze estranee”.
Leggi che nel ‘38 verranno imitate dall’Italia fascista.
Il 7 novembre 1938, in Francia, avviene l’incidente perfetto: il 17-enne rifugiato ebreo-polacco Herschel Feibel Grynszpan spara e ferisce gravemente il diplomatico tedesco Ernst vom Rath che morirà due giorni dopo. Si ritiene che l’attentato sia stato una rappresaglia per la deportazione forzata di ebrei tedeschi in Polonia, fra i quali la famiglia di Herschel.
L’attentato è descritto dai nazisti come un attacco da parte del “giudaismo internazionale” che, in risposta, avrebbe determinato le più “pesanti conseguenze” per gli ebrei tedeschi.


La notte del 9 novembre di 83 anni fa e per due giorni i gruppi paramilitari nazisti, sotto il comando di Joseph Goebbels (1897-1945), ministro della propaganda, assaltano in modo selvaggio ma sistematico, su tutto il territorio tedesco, sinagoghe, negozi, case, laboratori, centri culturali, cimiteri etc. di cittadini ebrei saccheggiando, vandalizzando e incendiando tutto quanto incontravano; ai pompieri viene proibito di spegnere gli incendi e di limitarsi a impedire alle fiamme di propagarsi alle case dei tedeschi. Le vittime ebree saranno almeno 91. Per quel tipo di attacco mirato viene correntemente impiegata la parola russa “progrom”. Al termine dei due giorni di devastazioni le strade dove erano concentrate le residenze degli ebrei sono interamente ricoperte di macerie e di vetri ed è per questo che la notte del 9 novembre passerà alla storia come “Kristallnacht”, la notte dei cristalli.

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