ACCADDE OGGI – 9 OTTOBRE 1934: IL RE JUGOSLAVO ALESSANDRO KARADORDEVIC È ASSASSINATO A MARSIGLIA INSIEME AL MINISTRO FRANCESE LOUIS BARTHOU

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L’area balcanica è stata per secoli territorio di contese, esterne ed interne, fra l’impero ottomano a sud, quello austro-ungarico a nord e fra aspiranti regnanti e organizzazioni nazionaliste interne; con guerra e omicidio sempre prime opzioni nella risoluzione dei contrasti. Il celebre assassinio di Sarajevo dell’arciduca d’Austria e di sua moglie da parte del nazionalista serbo-bosniaco Gavrilo Princip del 28 giugno 1914 è l’innesco che farà deflagrare la prima guerra mondiale.

Con la fine della prima guerra mondiale e lo smembramento dell’Austria-Ungheria si creano le condizioni per la nascita di entità statali slave autonome. Il 1° dicembre 1918 il nobile serbo Alessandro Karadordevic è proclamato re di Serbia, Croazia e Slovenia. L’incoronazione scontenta però Nicola I del Montenegro e il politico serbo Nikola Pasic, entrambi aspiranti a ruoli di primissimo piano nel nuovo regno.
Alessandro Karadordevic risolve la controversia esiliando il montenegrino Nicola I e nominando a capo del governo Stojan Protić, collega di partito e persona di fiducia di Pasic.
Contemporaneamente viene costituita un’assemblea provvisoria con funzioni parlamentari fino all’elezione di una vera Assemblea Costituente; ma Alessandro Karadordevic manovra per ritardarne l’elezione e far eleggere un organo a lui favorevole. Ne consegue che l’assemblea provvisoria avrà vita assai contrastata, segnata da scontri e continui abbandoni d’aula, soprattutto da parte della componente croata. Il 28 novembre 1920 viene finalmente eletta l’assemblea costituente ma sarà boicottata da croati e da altre opposizioni; il 28 giugno 1921 entra in vigore la nuova costituzione, votata soltanto da serbi e pochi altri.

Nata sotto la cattiva stella dei contrasti e degli odi etnico-politici quella che doveva essere una monarchia costituzionale sarà un pessimo esperimento di unificazione fino a quando, nel 1929, il re Alessandro Karadordevic sospende la costituzione, costituisce il Regno di Jugoslavia e instaura una dittatura personale. Avendo assunto potere legislativo emana la “Legge sulla pubblica sicurezza e l’ordine dello Stato” mettendo fuori legge partiti, sindacati e associazioni e quella di “modifica della legge sulla stampa” che bandisce la pubblicazione di critiche o idee contrarie al sovrano.

Alcuni dei gruppi di oppositori ordiscono così un complotto per assassinare il re; l’occasione si presenta nell’ottobre 1934 quando Alessandro Karadordevic compie una visita di stato in Francia.

Sbarcato a Marsiglia il 9 ottobre di 87 anni fa il re viene accolto alle 4 del pomeriggio dal ministro degli esteri francese Louis Barthou; i due si recano, a bordo di un’auto scoperta, alla prefettura di Marsiglia passando attraverso una numerosa folla di francesi. Nessuno sospetta che, nascosto fra il pubblico, è in attesa l’attentatore bulgaro Vlado Černozemski, che aveva aderito ad un’organizzazione macedone, armato di una pistola Mauser. Quando la vettura è vicina Vlado riesce ad avvicinarsi e a sparare contro il re serbo; ne segue una furibonda sparatoria da parte dei militari di scorta che uccidono l’attentatore ma colpiscono a morte anche il ministro Barthou e alcune persone del pubblico. L’auto viene scortata alla stazione di polizia dove re Alessandro muore poco dopo; il ministro viene portato all’ospedale di Marsiglia, morirà il giorno seguente.
L’attentato è interamente filmato da una troupe cinematografica incaricata di riprendere l’evento.

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