ACCADDE OGGI – 9 SETTEMBRE 1839: L’INGLESE JOHN HERSCHEL SCATTA LA PRIMA FOTOGRAFIA

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La parola “fotografia” viene dal greco classico e consiste nell’unione delle parole “phótós” (luce) e “graphḕ” (scrittura); letteralmente significa “scrittura di luce”. A coniare il neologismo, nella prima metà dell’800, è il geniale astronomo e chimico britannico John Herschel (1782-1871), a buon diritto considerato il padre della fotografia moderna.
La fotografia classica (non digitale) è un processo analogico che sostanzialmente consiste nell’impressionare un’immagine su una superficie fotosensibile. Ai tempi di Herschel si conoscevano già i principi fondamentali dell’ottica e che con specchi e lenti si potevano deviare i raggi di luce e proiettare immagini su una superficie (“schermo”). Nell’esperimento del 9 settembre di 182 anni fa Herschel riesce a mettere a punto il procedimento chimico in grado di trattenere, stabilizzare e conservare un’immagine proiettata su una lastra di vetro opportunamente trattata in modo da risultare “impressionabile”. Era come se l’immagine scolpisse se stessa sulla lastra.
Il principio chimico sfruttato da Herschel è la capacità di alcuni sali d’argento di reagire alla luce e quella dell’iposolfito di sodio di sciogliere i sali d’argento non colpiti dalla luce; in questo modo, una lastra già trattata con sali d’argento, opportunamente colpita dalla luce di un’immagine poteva conservare l’impronta prodotta dall’immagine medesima. Si trattava in realtà un’ombreggiatura più o meno intensa a seconda della quantità di luce ricevuta, ombreggiatura che restituiva una copia bidimensionale sufficientemente percepibile dell’immagine originale.
Quello che Herschel non poteva sapere è che è il nostro cervello in realtà a compiere la sintesi visiva ed interpretare la distribuzione dei chiaroscuri prodotti sulla lastra impressionata, ricomponendo così l’immagine. Un procedimento non molto diverso da come, attraverso i pochi tratti di una caricatura, riusciamo a riconoscere il personaggio rappresentato. Da allora la fotografia ha conosciuto una lunga serie di perfezionamenti riguardanti la regolazione della quantità di luce in entrata, della messa a fuoco, dei tempi di esposizione, della sensibilità della superficie fotosensibile e, più tardi, del colore.
Con l’avvento della tecnologia digitale la superficie fotosensibile è sostituita da un sensore che sostanzialmente ha il compito di convertire l’immagine in un insieme di numeri che potrà essere archiviato in una memoria e da qui successivamente richiamato.
Un’eccellenza italiana di valore mondiale nel campo della fotografia d’autore è l’azienda fotografica fiorentina “F.lli Alinari”, la più antica del mondo, celebre per i suoi servizi fotografici nei Musei Vaticani, al Louvre etc. e per detenere il più importante archivio fotografico del mondo.
Un’eccellenza (non soltanto) viterbese sono le foto di Ezio Cardinali che raggiungono e rivelano l’anima anche degli angoli più appartati e nascosti della città. Attraverso le foto di Ezio Cardinali (ri)scopriamo Viterbo.

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