Accadde oggi- La storia di un numero 1: Dino Zoff

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Auguri al numero 1 per eccellenza e nel vero senso della parola: Dino Zoff, portiere del Napoli prima, della Juventus poi ( con una lunga e gloriosa militanza in bianconero, ritiratosi ad oltre 40 anni), e della Nazionale italiana, con la quale ha vinto il Mondiale di Spagna 1982.
Un numero 1 che ha segnato la storia del calcio italiano.

La parata simbolo della sua carriera resta quella dello storico 5 luglio 1982 al Sarrià di Barcellona, contro il Brasile. Perché è vero che Rossi firma tre gol, ma, senza quell’intervento di Zoff che a pochi istanti dalla fine blocca sulla linea un colpo di testa di Oscar, la partita sarebbe finita 3-3, decretando l’uscita dell’Italia dai Mundial.

Invece l’Italia va avanti. Gli azzurri in silenzio stampa incaricano come portavoce il capitano cioè Zoff. Sì, proprio lui, il più taciturno, prima di battere anche la Polonia in semifinale, e la Germania in finale.

Vederlo in porta, con la sua eleganza, la sua esperienza e il suo stile sobrio,  dà sicurezza alla nazionale, ai tifosi e a tutti noi.
Zoff, quarantenne che sembra un giovanotto senza neanche un capello bianco, solleva al cielo la Coppa del Mondo al Santiago Bernabeu di Madrid in quel mitico 11 luglio 1982 .
Lo abbiamo visto finalmente sorridere felice, lui che è sempre pacato, riservato, di poche parole e rare esternazioni. Portiere e capitano campione del mondo della mitica nazionale.

Di ritorno dal Mundial, gioca la più famosa partita a carte della storia del calcio, con il presidente della Repubblica Pertini, Bearzot e Causio, su un aereo dell’Aeronautica Militare nel volo da Madrid a Ciampino.

Negli anni ’70 e ’80 Dino Zoff è stato indubbiamente uno dei migliori portieri del mondo.

Pur essendo l’antidivo e l’antieroe per eccellenza, così lontano dall’esuberanza e dall’ostentazione di alcuni calciatori, è chiamato SuperDino, diventando per tutti quasi un eroe suo malgrado. Il suo carattere timido, schivo, apparentemente  freddo, probabilmente gli deriva dalla sua terra, il Friuli, dove è nato il 28 febbraio 1942 e dove è cresciuto.

I suoi genitori erano persone semplici, due agricoltori abituati a spaccarsi la schiena, al sole e al freddo, nei campi che coltivavano.
Il giovane Dino è consapevole, fin da bambino, di cosa significa guadagnarsi e sudarsi il pane.
Dai campi arati sogna i campi di calcio, pur restando con radici solide ben piantate a terra.
La figura del portiere rispecchia appieno quel suo carattere discreto, riservato e taciturno. Chi decide di fare il portiere sa di avere delle grandi responsabilità nell’esito di una partita. Solo, davanti alla porta, a difenderla con tutte le forze. La solitudine di un portiere è simile a quella del ciclista e di un mito del ciclismo, il numero uno Fausto Coppi che Dino ha sempre ammirato.
Chissà, forse se non avesse fatto il portiere, Zoff sarebbe diventato un grande ciclista come Coppi.

Oltre a quello di presenze, Superdino ha al suo attivo due record davvero notevoli: con la Nazionale è rimasto imbattuto per 1.134 minuti, dal 20 settembre 1972 al 15 giugno 1974, quando nella partita contro Haiti venne infilato da Sanon;  in campionato ha mantenuto inviolata la porta per 903 minuti nella stagione 1972-73, record rimasto imbattuto per più di dieci anni e superato dal portiere del Milan Sebastiano Rossi nel 1994.

Anche quando era nel Napoli, squadra passionale e accesa,  ha sempre mantenuto la pacata discrezione tipica del suo temperamento di uomo del Friuli.

Ha debuttato in serie A il 24 settembre 1961 con l’Udinese. Il suo addio al calcio giocato avvenne nel 1983 al termine di un’annata che non fu certamente tra le più felici.

Zoff lasciò la Nazionale  dopo una cocente sconfitta contro la Svezia che costò agli azzurri la qualificazione agli Europei del 1984.

Solo quattro giorni prima la Juventus, largamente favorita, aveva perso contro l’Amburgo la finale di Coppa dei Campioni ad Atene.

Zoff non era responsabile dei gol subiti. Anche se non ha partecipato alla finale, egli  ha comunque terminato la sua carriera con una vittoria nella Coppa Italia 1983, degno coronamento di una brillante carriera.

Dopo il ritiro è stato preparatore dei portieri nella Juventus prima di essere chiamato ad allenare la Nazionale olimpica. Proprio in qualità di allenatore è tornato alla Juventus per due anni e conquistando la Coppa UEFA e la Coppa Italia nel 1990.

Auguri di buon compleanno al nostro portiere, per sempre numero uno!

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