Accadde Oggi: Napoleone fugge dall’Isola d’Elba

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Napoleone Bonaparte nasce ad Ajaccio (Corsica) il 15 agosto 1769 da una famiglia appartenente alla piccola nobiltà italiana; intraprese giovanissimo una folgorante carriera militare in Francia che lo portò in pochi anni a diventare il dominatore d’Europa. Preso il potere durante i turbolenti avvenimenti susseguenti alla Rivoluzione Francese (1789) con il famoso colpo di stato del 18 brumaio (9 novembre 1799), Napoleone è universalmente considerato uno dei più grandi geni militari di tutti i tempi, insieme ad Alessandro Magno e Annibale; ma fu anche un abile diplomatico: unificando una serie di grandi vittorie in battaglia ad accorte alleanze riuscì a controllare gran parte dell’Europa continentale: Spagna, Regno di Napoli, Regno di Svezia, Regno d’Olanda divennero suoi protettorati con a capo propri parenti o uomini di fiducia.
Evidentemente non soddisfatto, intraprese, nel 1812, la Campagna di Russia che però si concluse con una disastrosa disfatta: dei 600 mila soldati della poderosa armata, 400 mila furono i morti e i dispersi e 100 mila quelli fatti prigionieri. L’anno successivo (1813) Napoleone venne nuovamente sconfitto nella famosa battaglia di Lipsia da un esercito di coalizione europeo. Alla sconfitta seguì l’abdicazione del 1814 e il primo esilio sull’isola d’Elba. Napoleone restò sull’isola italiana per 10 mesi, dal 3 maggio 1814 al 26 febbraio 1815, godendo tuttavia di una certa libertà di movimento.

Malgrado l’esilio, Napoleone poteva contare su molte amicizie e sul sostegno di tanti intellettuali europei che credevano nei valori della Rivoluzione Francese: libertà, uguaglianza e fraternità. Tra questi, sia pure delusi, il grande scultore Antonio Canova e Alessandro Manzoni, l’autore del celeberrimo “Cinque Maggio”.

Ma un irriducibile come Napoleone non era certo tipo da accettare l’esilio senza reagire e preparò con cura il suo rientro nella scena geopolitica europea. L’occasione gli venne offerta dall’attracco di fortuna, nella baia di Portoferraio, del brigantino Incostant, una nave da guerra italiana di 30 metri, dotata di due alberi e 14 cannoni.
Napoleone riuscì nascostamente a riarmare e rifornire il bastimento e radunare un piccolo esercito di 673 uomini. Nella tarda serata del 26 febbraio di 206 anni fa (1815) ebbe luogo l’evasione più famosa della storia: L’Incostant, con a bordo Napoleone e i suoi, salpò e raggiunse il 1° marzo successivo la zona di Antibes, nel sud della Francia. Fu l’inizio dell’altrettanto famoso regno dei “cento giorni”, culminato con la sconfitta tombale di Waterloo del 18 giugno 1815 e il definitivo esilio nella sperdutissima isoletta di S. Elena, dove Napoleone morì il 5 maggio 1821. Il prossimo 5 maggio sarà il bicentenario della morte.

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