Accordo storico al G7: Sì alla tassazione minima globale

I 7 paesi più industrializzati del mondo hanno trovato l'accordo, ora si punta ad estenderlo a tutta l'area Ocse.

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Un primo passo contro la corsa al ribasso dei paradisi fiscali. Dopo 4 anni di lavoro arriva l’accordo formale al G7, tra CanadaFranciaGermaniaGiappone, Italia, Regno Unito e Stati Uniti d’America. A Londra il clima è festante, è stata trovata una prima intesa (storica) che garantirà equità ai lavoratori. Il nostro premier, Mario Draghi, aggiunge: “Saluto con grande soddisfazione l’accordo sulla tassazione delle multinazionali raggiunto oggi a Londra dai ministri delle finanze del G7. È un passo storico verso una maggiore equità e giustizia sociale per i cittadini“.

Il progetto prevede un’aliquota minima globale del 15%, per spodestare i paradisi fiscali come detentori delle sedi delle multinazionali. Si è parlato anche di un’ulteriore tassazione per le imprese che realizzeranno più del 10% di profitto, ma il Ministro delle Finanze britannico Sunak è sicuro che, una volta inserita la tassazione globale, l’interesse verso un piano ad hoc per le big, decadrà.

Ma la guerra non sembra avere rivali né da un lato, né dall’altro. Facebook, Google e Amazon hanno lasciato intendere, con le proprie dichiarazioni, che sono aperte a un cambiamento sotto il punto di vista fiscale. I veri avversari saranno, semmai, quei paesi che si fregiano del titolo di “paradiso fiscale“, i quali avranno poco interesse ad aderire all’iniziativa.

Prossimo passo? G20 in Italia. La presidenza quest’anno è italiana, si svolgerà a Venezia a Luglio, e, se otterrà esito positivo, potremo finalmente ben sperare. Ricordiamo che, con il sistema attuale, il gettito fiscale non pervenuto nelle casse statali è enorme. La fuga del capitale all’estero era (è e sarà ancora per molto) ai massimi storici e un cambiamento in questo senso perciò servirà anche a finanziare le enormi spese pubbliche che gli Stati europei stanno mettendo in atto, così da portare avanti quel piano di ricrescita di cui abbiamo bisogno.

La prima tappa è stata raggiunta, la seconda è il G20, poi l’area Ocse e, infine, l’intero globo. Per ora, si può festeggiare (ma con prudenza).

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