Acqua pubblica, sit-in di ‘Non ce la beviamo’ davanti la Prefettura contro la privatizzazione di Talete

Il 12 giugno a Roma il Forum nazionale di associazioni e comitati promotori del referendum del 2011

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acqua rubinetto talete

Sì all’acqua pubblica, no alla privatizzazione. Manifestazione del comitato ‘Non ce la beviamo’ ieri pomeriggio davanti alla Prefettura.

Una data scelta non a caso, il 4 giugno infatti era l’ultimo giorno utile per le manifestazioni di interesse per l’ingresso in Talete da parte dei privati, con l’acquisizione del 40% delle quote societarie.

Una privatizzazione in contrasto con il referendum del 2011, in cui il 96% dei votanti si espresse a favore dell’acqua pubblica.

Contro “la perdita del totale controllo sulla proprietà dell’acqua” ha tuonato Francesco Lombardi del comitato.

E sull’ingresso dei privati nella società idrica viterbese rimarca “comprano Talete, che fattura circa 30 milioni l’anno, per un tozzo di pane con la possibilità di fare grossi guadagni”.

Per Lombardi la Spa “non è in fallimento perché tutti i costi vengono scaricati sulle bollette pagate dai cittadini. Il vero problema è la liquidità per gli investimenti”. Che, secondo lui, può essere risolto ricorrendo all’utilizzo dei fondi pubblici della Cassa Depositi e prestiti.

“Ma non ci risulta che qualche Comune abbia presentato richieste in tal senso” stigmatizza.

Rivendica poi che nessuno tranne il comitato “ha fatto richiesta alla Regione di sopperire agli alti costi dei dearsenificatori”.

Le spese per filtri e manutenzione degli impianti – circa 9 milioni l’anno – inizialmente sostenuti dall’ente regionale, da tempo ricadono sui cittadini tramite le bollette.

Scagliandosi poi contro il Pd “che da anni conduce Talete” plaude invece alle dichiarazioni di apertura sul reperimento di nuovi fondi, per sostenere i costi dei dearsenificatori, dell’assessora regionale Lombardi.

Assessora che mercoledì ha comunicato, tramite la consigliera regionale di Tarquinia Silvia Blasi, l’impegno a lavorare con i comitati sulla legge 5, per ragionare sui bacini idrografici.

Una delegazione di ‘Non ce la beviamo’, al termine del sit-in, è stata ricevuta in Prefettura per spiegare le ragioni dell’esposto contro Talete presentato nei giorni scorsi alle autorità competenti.

Dalla piazza di Viterbo a quella di Roma, dove il 12 giugno il comitato parteciperà al Forum nazionale sull’acqua pubblica. Focus sul referendum del 2011, anche in rapporto con il Recovery Plan e il Piano Resilienza del governo Draghi.

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