Acquapendente: la casa di riposo diventa Rsa e le rette raddoppiano!

Dopo la trasformazione della struttura i famigliari degli anziani ricoverati lamentano l'aumento delle rette fino a 2100 euro

647

Ad Acquapendente sono passati quasi due mesi dalla trasformazione della Casa di Riposo San Giuseppe in Residenza Sanitaria Assistita (Rsa) ed ecco che cominciano a vedersi i frutti di questa infausta (ma non per tutti ) decisione.

Il sindaco del paese, Angelo Ghinassi, lo scorso primo ottobre annunciava, con un comunicato ufficiale, la trasformazione adottata, congiuntamente, dalla Regione Lazio e dalla ASL di Viterbo.

La struttura è una casa di riposo di proprietà del Comune per la quale il presidente della Regione, Zingaretti, ha firmato il decreto di accreditamento istituzionale, assicurando, con fondi regionali, le risorse necessarie per operare in riferimento ai reali bisogni.

In questa benefica opera di “salvataggio” però, ancora una volta, a pagarne le spese sono gli utenti, in tal caso gli anziani o i loro familiari, con un’impennata insostenibile delle rette.

Parte dai social la protesta contro la scellerata operazione che ha determinato un aumento delle stesse fino a 2100 euro.

Ecco quanto denunciano gli aquesiani su fb: “GRAZIE R.S.A.
Grazie a tutte quelle persone ce si sono battute ed impegnate per trasformare la Nostra Casa di Riposo in una RSA.

Praticamente STESSI SERVIZI di prima con rette mensili raddoppiate.

A mia madre, senza chiedere nessun ISEE, è arrivato l’adeguamento retta da 1184 euro a 2100 euro che prende una pensione di 500 euro, con un preavviso di 10 giorni. Questo significa che dovrò trasferirla in un’altra struttura fuori dal territorio comunale. Grazie ancora a tutti per immenso servizio che la RSA apporta ai cittadini aquesiani.”

O ancora: “Mi è arrivata una mail che passando rsa si sono adeguati alle rsa del Lazio, con uno sconto invece di 3050 a 2100. Faccio presente che la struttura attuale non è una struttura riabilitativa, è presente una fisioterapista a chiamata pagandola, non ha servizio infermieristico notturno, il numero degli oss per paziente è basso, per le persone non autosufficienti e per le persone con demenza non è prevista nessuna attività riabilitativa. Li trattano bene ma è un deposito per gli anziani.”

Un vero e proprio salasso a danno di categorie svantaggiate che dovrebbero, al contrario, usufruire di maggiori tutele.

Insomma, ancora una volta, “il buon governo paga e aiuta le persone”. Zingaretti dixit.

 

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui