A pochi giorni dall'ok sul biodigestore dalla conferenza dei servizi la consigliera lancia l'allarme sui valori delle analisi di fondo effettuate dalla società che vorrebbe installare la piattaforma di rifiuti speciali e non nella zona

Acquarossa: manganese, ferro, fluoruri e arsenico oltre il limite. Ciambella: “Comune verifichi potenziale contaminazione”

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Biodigestore all’Acquarossa: dopo l’ok per l’autorizzazione giunto nell’ultima conferenza dei servizi la consigliera comunale Luisa Ciambella descrive questa scelta come “Sostanzialmente un atto dovuto. Non scopriamo l’acqua calda, l’ho sempre sostenuto, tanto che è l’unico impianto della zona che era prossimo all’ultima conferenza dei servizi che aveva tutti i permessi e il nulla osta positivi”.

Secondo la Ciambella infatti, la questione da affrontare non è quella del biodigestore autorizzato, “peraltro in una zona urbanisticamente corretta”, ma “sono le analisi di fondo che la società che vorrebbe installare la piattaforma di rifiuti speciali e non ha fatto in maniera preliminare, come prevede la legge e anche nel loro interesse, visto l’investimento che devono fare, per capire com’è il sottosuolo”. Queste analisi, spiega, “hanno dato secondo l’Arpa dati preoccupantissimi”. I livelli di manganese, ferro, fluoruri e arsenico nella zona presa in considerazione sarebbero tutti al di sopra della soglia limite.

Come aveva evidenziato la stessa consigliera in occasione dell’ultimo Consiglio comunale, nel caso del manganese “la concentrazione è pari a 130 mg/litro, a fronte di una massima di 50 mg/litro. Quella del ferro è di 1500 mg/litro rispetto ai 200 mg/litro consentiti. I fluoruri sono a 1970 mg/litro su 1500 mg/litro e l’arsenico 12 mg/litro a fronte di un limite massimo di 10 mg/litro”.

“E’ evidente che bisogna capire cosa significano questi dati. – ha proseguito Luisa Ciambella – Se questo sito è potenzialmente contaminato come sembra dalle analisi, approfondire, capire questa contaminazione da cosa viene e chi ne è responsabile, se è realmente una predisposizione naturale della zona vulcanica oppure se è stata indotta dall’uomo. Questo ancora di più se si pensa che sono le stesse anomalie – o comunque molto similari – a quelle analisi di fondo che hanno tardato ad arrivare per l’innalzamento dell’invaso della discarica di Monterazzano e che la Regione Lazio ha autorizzato più di un anno e mezzo fa ormai, ancora prima di vedere confermate queste che anche il Comune aveva chiesto”.

“Ovviamente tutto va approfondito – ha aggiunto – perché la salute pubblica è il primo impegno e dovere del sindaco Arena. Io auspico, proprio perché ho fiducia nel dottor Monaco, che l’amministrazione farà di tutto dal punto di vista almeno tecnico – perché la politica ha completamente abdicato – per andare a sindacare e verificare questa potenziale contaminazione, che – a prescindere dalla vocazione urbanistica o altro – deve essere indagata e risolta nei termini di legge, ovviamente battendosi con ogni forza per capire quali sono i motivi di questa potenziale contaminazione”.

 

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